Il sindaco fa chiudere l’Sst la società che gestisce i mercati

Chioggia. Dopo anni di polemiche Casson ha deciso di dismettere tutti i servizi della società comunale «I costi della partecipata non sono più giustificati, ora se ne vada l’amministratore unico Cocuccia»
Baschieri mph05b Elisabetta Donaggio..Chioggia: degrado del mercato ittico all'ingrosso
Baschieri mph05b Elisabetta Donaggio..Chioggia: degrado del mercato ittico all'ingrosso

CHIOGGIA. Chiude Sst. Dopo anni di polemiche, di accuse delle opposizioni sull’inutilità di una società comunale che richiedeva periodici innesti di liquidità, ora con la nuova legge di stabilità arriva l’assist per chiudere la società servizi. Il sindaco Giuseppe Casson, che procederà via via alla dismissione dei servizi in gestione a Sst, chiede all’amministratore unico Guerino Boscolo Cocuccia (Pd) di fare subito un passo indietro, rassegnando le dimissioni. I mercati ittico e orticolo rimarranno, però, pubblici con la gestione diretta del Comune o con la creazione di una piccola società.

Dopo il divorzio tra il sindaco e il Pd tutti attendevano un giro di valzer nelle partecipate (Sst, Veritas, mercato orticolo) con la sostituzione degli uomini Democratici, ora invece arriva il colpo di scena con la decisione di chiudere Sst. In base alla legge di stabilità 2015, i Comuni dovranno pubblicare un piano di razionalizzazione delle società partecipate nell’ottica della spending review.

È il caso di Sst di cui il Comune detiene il 70% delle azioni. «È mia intenzione», spiega Casson, «provvedere a una progressiva dismissione delle attività attualmente gestite da Sst (parcheggi, verde, mercati, cimiteri, affissioni, riscossione tributi, illuminazione, calore) in vista di una sua definitiva chiusura. Non vi è più ragione di tenere in vita una società i cui costi non sono più giustificati, soprattutto ora che, con la cessione del servizio di illuminazione e calore (passato a Veritas), è venuta meno una gran parte delle attività».

Per far quadrare il bilancio di Sst spesso l’amministrazione ha dovuto in corsa trasferire risorse, l’ultima volta staccando un assegno di 600.000 euro per coprire le bollette del servizio di riscaldamento più alte di quanto preventivato.

«Manterremo comunale solo la gestione dei mercati», precisa il sindaco, «sono realtà che rappresentano una parte significativa e integrante della nostra identità e non è pensabile che possano essere gestite da enti non locali. Anche in una ottica di auspicato sviluppo dei rispettivi comparti, da realizzarsi, per quanto riguarda la pesca, con il non più rinviabile spostamento del mercato ittico, per il quale sto personalmente lavorando da tempo e che confido, nonostante le oggettive e sinora insuperabili difficoltà del momento presente, possa avere inizio in tempi ragionevoli».

I tempi dovrebbero essere abbastanza celeri. «Viste le prospettive», spiega Casson, «credo doveroso chiedere un passo indietro all’attuale amministratore unico di Sst, Guerino Cocuccia. Un gesto di responsabilità che lo porti a formalizzare le dimissioni dalla carica».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia