Il Porto: «Grandi navi a Marghera, lo ha scelto il Comitatone»

VENEZIA. La strada individuata dal Comitatone nella riunione di novembre è quella che vale. Almeno per ora, almeno per l’Autorità portuale. Perché tutto può essere messo in discussione, ma le scelte non si prendono con un post pubbicato su facebook o con 140 caratteri affidati a twitter.
«Noi stiamo andando avanti con quanto previsto dal Comitatone», dice il presidente del Porto, Pino Musolino. E quindi il Porto è al lavoro per spostare le grandi navi dal canale della Giudecca al canale dei Petroli facendole entrare per la bocca di porto di Malamocco e non più del Lido, e per realizzare una nuova stazione marittima a Marghera, nell’area ex Italia Coke. Le navi più grandi, fino a 120-130mila tonnellate, si fermeranno qui, mentre quelle di stazza inferiore potrebbero proseguire lungo il canale Vittorio Emanuele, da sistemare, per raggiungere l’attuale Stazione marittima.
«Noi stiamo andando avanti con la caratterizzazione dei fanghi che sono prodromici agli escavi, con il ragionamento di costruire il progetto per il Terminal a Marghera, con l’algoritmo per ridurre da subito il passaggio per il canale della Giudecca», conferma Musolino, «e finché non ho un provvedimento diverso che mi dice che è un progetto da buttare io ho l’obbligo di andare avanti».
Per dirla con le parole del presidente dei Porto: «Atti e provvedimenti, non tweet e post su facebook, che nella gerarchia delle fonti non mi pare siano al primo posto in Italia». Riferimento al post su facebook con il quale il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha annunciato l’avvio di una procedura di vincolo per i canali veneziani, compreso quello della Giudecca, vincolo di cui Porto e Comune di Venezia non sapevano nulla. L’indicazione emersa dal Comitatone, ricorda Musolino, è stata il frutto di «un lavoro con la Regione, il ministero delle Infrastrutture e tutta la sua struttura, ci abbiamo lavorato per mesi, applicando per primi l’analisi multicriteria a norma del nuovo codice degli appalti».
Lavoro di un Comitatone che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli sembra voler svuotare di significato quando - come ha fatto in occasione del post su facebook del collega Bonisoli - fa sapere di voler convocare un nuovo tavolo tecnico. «Mi va tutto bene, e certo il ministro ha facoltà di cambiare idea», dice ancora Musolino, «ma le amministrazioni di qualsiasi livello parlano per atti e provvedimenti, il ministero dovrebbe convocare un nuovo tavolo tecnico, fare dei decreti ministeriali, dovrebbe convocare noi. Gli abbiamo chiesto per cinque volte di avere una riunione ufficiale che però ancora non si è svolta».
Altre priorità, a partire da Genova ovviamente. «Detto questo», aggiunge Musolino, «non mi sento particolarmente trascurato perché so che anche gli altri presidenti di autorità portuali ad eccezione di Genova, per logici motivi, e di Trieste, ma solo in quanto presidente di Assoporti, non sono stati ricevuti». —
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