Il carabiniere lo riporta in vita con un massaggio cardiaco
Un 56enne colpito da infarto in un bar di San Donà va in arresto circolatorio e smette di respirare. Il suo angelo portava una divisa

SAN DONÀ. Per lui gli angeli, d’ora in poi, avranno una divisa nera con il cinturone bianco. “Lui” è un 56enne colpito da infarto che ora deve la vita a un carabiniere che non ha nemmeno voluto essere ringraziato: “Dovere”.
Tutto è successo durante un normale turno di perlustrazione serale, una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Donà di Piave, transitando in via Vizzotto all’altezza del bar Quintavalle, notavano all’interno del locale un uomo a terra con diverse persone attorno.
I militari quindi inchiodavano e si portavano all’interno del bar, constatando che la persona riversa a terra, cianotica, non respirava e non aveva battito cardiaco. Senza farsi prendere dal panico ma senza perdere un attimo uno dei due militari iniziava ad effettuare il massaggio cardiaco, mentre l’altro sollecitava l’intervento del 118. Dopo qualche minuto di massaggio cardiocircolatorio, seppur rantolando, la persona riprendeva a respirare ed il cuore tornava a battere.
In quel momento giungeva l’ambulanza che, stabilizzato il paziente, lo caricava per il trasporto d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di San Donà dove successivamente veniva trasferito nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Mirano.
La vittima, residente a Padova, classe 1961, così come riferito dai testimoni, si trovava regolarmente al bar intento a consumare un bicchiere di acqua e menta quando improvvisamente si accasciava al suolo colta da infarto. Si trova adesso fortunatamente, grazie al provvidenziale intervento del carabiniere, fuori pericolo.
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