«Il cantiere non ci dà pace». I residenti si ribellano

Mestre, ruspe e gru per la Sfmr: in via Bonaiuti crepe negli intonaci, calcinacci, rumori. Macchinari troppo vicini agli edifici e il Comune manda i vigili a controllare
Case adiacenti al cantiere di via Olimpia, Mestre
Case adiacenti al cantiere di via Olimpia, Mestre

MESTRE - Che Mestre sia diventata un cantiere a cielo aperto è risaputo e i cittadini sembrano ormai abituati alla presenza di ruspe, gru e operai. Ma ci sono alcune vie che più di altre risentono dei disagi dei lavori in corso. È il caso di via Bonaiuti, laterale di via Circonvallazione, al centro di Mestre e vicino al palazzetto del Coni dove ora c'è un sottopasso al posto di un vecchio parco destinato ai bambini e al centro dei lavori dell’Sfmr (Sistema ferroviario metropolitano regionale), leggi metropolitana di superficie.

È la zona più bassa della città e ora che i lavori procedono con l’uso di macchinari a onde per scavare e inserire putrelle, capita spesso che l’acqua tracimi e inondi la strada. Dopo una prima segnalazione dei residenti fu l’assessore regionale Chisso a bloccare i lavori, motivando che i cantieri sono troppo a ridosso degli abitati. «È una situazione che stiamo monitorando», fanno sapere dall’assessorato regionale. «Abbiamo già provveduto a uno stop forzato e stiamo controllando l’andamento dei lavori».

Per i residenti i problemi sono ricominciati: crepe negli intonaci, calcinacci staccati dai balconi. A raccontarlo spaventata, a nome di tutti, è Monica Diapede: «Questa è ormai una zona degradata dove arrivano senzatetto, tossici e sbandati. I palazzi, anche se non sono recenti, sono tutti danneggiati. Sono venuti anche i vigili del fuoco a fare i rilievi ma non c’è stato alcun seguito, senza parlare del costante rumore che ci costringe a vivere con le finestre chiuse e le serrande abbassate».

Per ora si sono crepati solo gli intonaci ma la preoccupazione maggiore è dovuta al fatto che presto i cantieri si avvicineranno ulteriormente alle case. Le abitazioni sono degli anni '70 ma all'interno sono tutte restaurate e gli abitanti della zona, forse fin troppo allarmati, temono il peggio. «C’è il rischio che cada il camino», continua la signora, «e temiamo possano venir intaccate le strutture portanti».

Altra lamentela è dovuta al mancato risarcimento per l'esproprio del terreno (circa 20.000 euro) mentre gli abitanti provvedono a spese loro a curare la zona e ripulirla da rifiuti di ogni tipo. Alla fine un appello: «Chiediamo che utilizzino sistemi meno invasivi per avere meno disagi possibili».

Gli stessi abitanti ammettono che l’esterno dei palazzi ha bisogno di ristrutturazioni, ma nessuno osa iniziare i lavori per timore che le scosse impediscano agli operai di procedere. Nonostante i lavori non siano stati commissionati dal Comune, attraverso l’assessore Maggioni ieri è stata allertata la Polizia Municipale che ha inviato una pattuglia per un sopralluogo e per verificare se ci siano gli estremi per un intervento dei vigili del fuoco. Di certo è difficile che i palazzi possano subire danni strutturali che ne causino il cedimento, ma è altrettanto vero che per i residenti la situazione sta diventando insostenibile.

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