I “Fiori di Vetro” sbocciano nella casa museo

Siamo nel cuore di Milano, quartiere Montenapoleone, in una delle case-museo più importanti e meglio conservate d'Europa. Il palazzetto in stile neorinascimentale costruito a fine Ottocento dalla famiglia Bagatti Valsecchi, è una raffinata dimora arredata con preziosi oggetti d'antiquariato e opere d’arte che dal 1994 è diventata Museo.
In questo ambiente così suggestivo, attraversando sale dove sono raccolte notevoli collezioni rinascimentali, ci si imbatte in composizioni floreali, piante grasse, frutta, piante carnivore e immaginifiche, tutte realizzate rigorosamente in vetro di Murano. Sono “fiori di Murano”, opere in vetro realizzate tra il 1920 e il 2010 dalle principali vetrerie muranesi che fanno parte della collezione di Enrico Bersellini. Sono esposti al Museo Bagatti Valsecchi fino all’8 luglio, come se le mani gentili di una padrona di casa avessero pensato a sistemarli con garbo tra gli arredi e le piante vere per creare una specie di giardino incantato.
La mostra “I fiori di Murano. Opere in vetro dalla collezione Bersellini” è stata curata da un consolidato team di esperti: Rosa Barovier Mentasti, Cristina Tonini e Sandro Pezzoli, gli stessi che già avevano realizzato la precedente mostra dedicata al vetro di Murano. Da un po’ di anni infatti il Museo Bagatti Valsecchi sta concentrando la propria attenzione su quel settore specifico delle arti decorative che è la manifattura del vetro.
Il risultato della mostra è stupefacente: in ogni angolo è un’esplosione di colore o di giochi di trasparenze che raccontano contestualmente anche l’evoluzione dell’arte vetraria muranese nell’ultimo secolo. I fiori di vetro sottile e trasparente realizzati nei primi anni del Novecento lasciano presto il posto ai vetri opachi e semiopachi con i quali Napoleone Martinuzzi, seguito da altri maestri, realizza cardi, cactus, carciofi.
La moda del fiore di vetro dunque riesplode negli anni Trenta e molte abitazioni della ricca borghesia accanto all’angolo verde reale, non rinunciano al “giardinetto di piante grasse” in vetro. Della collezione Bersellini fa pure parte una piccola lampada a forma di pianta grassa realizzata da Venini per l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia nel 1931: forse l’unica che si sia salvata nelle varie ristrutturazioni dell’albergo.
La sperimentazione in forme vegetali si affievolisce a Murano verso gli anni Cinquanta per rinascere intorno agli anni Ottanta: ed ecco che nella collezione Bersellini spuntano opere di Zecchin, Venini, Barovier e Toso, Pauly & C., la Fucina degli Angeli, Salviati. A una simile produzione di altissimo livello, si affiancano veri e propri pezzi unici, talvolta creati in prima persona dagli artisti all’interno dei propri studi, altre volte affidati alla realizzazione di grandi maestri come Pino Signoretto. Tra i pezzi unici di singolare bellezza nella produzione corrente la pianta carnivora realizzata da Maria Grazia Rosin (2000) e i “Cento fiori per Tienanmen” (2008) realizzati a Murano dal cinese Xiao Fan Ru.
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