Gruppo di architetti “veneziani” pronti a lavorare con Piano

Sul sito del gruppo “G124”, dal nome della stanza occupata al Senato dall’architetto di fama mondiale Renzo Piano, che finanzia direttamente con lo stipendio da senatore a vita, progetti di recupero delle periferie urbane, ecco i nomi degli architetti che lavoreranno con lui nel 2016.
E si crea, nell’intreccio di nomi ed esperienze, un filo diretto tra palazzo Madama, nella capitale, e Venezia, città che attende che si concretizzi con un annuncio ufficiale l’auspicio, espresso da Piano ai microfoni di Lucia Annunziata a “In 1/2ora” su Rai 3, a fine novembre 2015, di voler lavorare sulla periferia di Marghera.
Dallo staff dell’archistar restano cauti, non ci sono ancora certezze, ci dicono. Il gruppo di lavoro non ha ancora tenuto la sua prima riunione tecnica. Intanto, nell’attesa di vedere lo staff di Piano in città, sul sito internet del gruppo “G124” sono stati ufficializzati i nomi dei professionisti chiamati per il 2016 a lavorare con Piano e tutti rimandano, in qualche modo, a Venezia.
Tutor è stato indicato infatti Raul Pantaleo, classe 1962, architetto dello studio Tamassociati di Venezia e curatore con il socio Simone Sfriso del Padiglione Italia alla “15° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2016”, quella che porterà un padiglione dedicato al recupero delle zone post industriali a forte Marghera. Lo studio di Pantaleo, il Tamassociati, è stato nominato nel 2014 “Architetti Italiani dell'anno”; l’ultimo di tanti premi di architettura e progetti portati avanti anche nei paesi in via di sviluppo. Sotto la guida di Pantaleo lavoreranno tre giovani studiosi che hanno tutti in qualche modo un legame con Venezia e il suo istituto di architettura: Laura Mazzei, ferrarese classe 1983 che ha frequentato, tra l’altro, all’Istituto universitario di architettura di Venezia il corso in azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile, occupandosi di rigenerazione urbana; la veronese Anna Merci, classe 1982, laureata con lode in architettura del paesaggio allo Iuav di Venezia e che negli ultimi quattro anni ha vissuto a Parigi ma ha collaborato, per esempio, anche con lo studio di architettura Corde di via della Pila a Marghera. Infine Nicola Di Croce, architetto, musicista e ricercatore con base a Venezia che sta concludendo un dottorato in pianificazione territoriale e politiche pubbliche presso lo Iuav di Venezia e che si è specializzato anche nello studio dei suoni dei territori. In questi mesi i segnali che il gruppo di lavoro di Piano per il 2016 si sta davvero concentrando su Marghera ci sono tutti: a fine novembre in occasione della visita privata del presidente Mattarella al suo studio di senatore a vita trasformato in spazio di progettazione d’architettura, Piano ha lasciato intendere che la prossima sfida era proprio quella di Marghera e Mestre.
Sui muri dello studio le immagini di Marghera e Mestre come riporta nell’articolo di fine novembre Andrea Plebe de “Il Secolo XIX”. E le parole di Piano riportate nell’articolo confermano l’evidente interesse: «Luoghi interessanti» commentava Piano, «al confine tra terraferma e laguna. Il lavoro che cambia, si perde e si trasforma, la realtà multietnica, sono temi comuni a tutte le periferie». Collabora con il “G124” di Renzo Piano anche un sociologo, il professor Mario Abis, con il ruolo di consulente scientifico. Perché il lavoro nelle periferie riguarda non solo i luoghi ma soprattutto le persone e i loro bisogni all’interno delle periferie in cui vivono. Non resta che attendere: le prossime settimane saranno decisive e tutti in città confidano che la scelta ricada su Marghera, in primis il sindaco Luigi Brugnaro che aveva accolto con entusiasmo le parole di interesse espresse in televisione da Piano.
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