«Gpl, illegali le decisioni dell’Aspo»

Altro esposto del Comitato alla Procura sulla modifica della cinta doganale e la concessione dei terreni per 40 anni
CHIOGGIA. Un nuovo esposto del comitato No Gpl alla Procura della Repubblica sull’impianto di Punta Colombi. L’istanza questa volta chiede verifiche su alcune scelte operate da Aspo, l’Azienda speciale per il porto, che ha competenza sui terreni in cui insiste il cantiere di Costa Bioenergie. L’esposto chiede controlli su due questioni: la modifica della cinta doganale, in assenza di una variante al Piano regolatore del porto, e la concessione di terreni demaniali per 40 anni a fronte di disposizioni ministeriali che indicano un massimo di 4 anni. Copia dell’istanza è stata inviata anche alla Corte dei Conti, al direttore dell’Ufficio Dogane di Chioggia e al comandante della Capitaneria di Porto.


A firmare l’esposto due membri del comitato No Gpl, Roberto Rossi (presidente) e Maria Rosa Boscolo Chio. La Procura da mesi ha aperto un fascicolo, unificando tre diversi filoni di inchiesta, e ha affidato le indagini a un pool di quattro magistrati. Controlli e interrogatori sono in corso da tempo, ma ovviamente nulla al momento trapela sul lavoro condotto dai pm. Il nuovo esposto, se accolto dalla Procura, andrà a sommarsi ai precedenti aprendo forse ulteriori ambiti di verifica. Nell’esposto si indicano presunte modifiche della cinta doganale e presunte concessioni illecite, chiedendo agli organi competenti di eseguire tutte le verifiche necessarie e nel caso di assumere provvedimenti urgenti.


«Dalle tavole presentate per il progetto di bonifica della discarica adiacente al cantiere del Gpl», spiega Rossi, «si evince la modifica della cinta doganale operata da Aspo che esternalizza i terreni relativi al deposito. È significativa la modifica della cinta doganale in assenza di una variante al Prg del porto da parte degli organi competenti». A supporto di questa tesi all’esposto sono stati allegati anche il Prg del porto vigente (datato 1981), la tavola del progetto di bonifica e il bando per individuare l’ente deputato alla bonifica (intervento da 35 milioni di euro assegnato dalla Regione ad Aspo con delibera del 10 marzo 2015). «Esiste una determinazione del Ministero delle Infrastrutture del 2008», spiega la Boscolo Chio, «che invita la Capitaneria e Aspo a non assegnare concessioni di durata superiore ai 4 anni. Abbiamo però un atto notarile in cui si evince che Aspo concede il diritto di superficie a Costa Petroli (poi trasformata in Costa Bioenergie) per 40 anni, fino al 2049». Anche per il secondo rilievo vengono allegati all’esposto i documenti citati (la determinazione del Mit, l’atto notarile). «Abbiamo anche aggiunto», spiega Rossi, «il verbale della seduta del cda di Aspo del 12 aprile 2014 dove viene trascritta la decisione di concedere ulteriori terreni demaniali per l’impianto Gpl sostenendone la compatibilità con il Prg del porto, affermazione in contrasto con quanto affermato dalla Capitaneria di Porto».


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