Gpl, Costa Bioenergie parla di «campagna diffamatoria»

CHIOGGIA. «Costa Bioenergie si riserva ogni azione nelle sedi competenti nei confronti di tutti i soggetti che, disinformando o fornendo informazioni parziali, cercano di gettare discredito sull’imma...

CHIOGGIA. «Costa Bioenergie si riserva ogni azione nelle sedi competenti nei confronti di tutti i soggetti che, disinformando o fornendo informazioni parziali, cercano di gettare discredito sull’immagine e la reputazione della società nonché di condizionare tutti coloro che sono chiamati a valutare l’intervento sulla base delle regole del diritto e della buona tecnica, regole alle quali la Società si è sempre attenuta». È il cuore della comunicazione che la società che sta costruendo l’impianto Gpl da novemila metri cubi ha inviato ieri agli organi d'informazione. In sostanza chi parla (troppo) male dell’impianto rischia querele o azioni di risarcimento.

Una presa di posizione che arriva dopo il servizio televisivo delle “Iene”, che ha lanciato la vicenda del Gpl di Chioggia alla ribalta nazionale. La Costa Bioenergie parla, infatti, di «campagna mediatica volta a disinformare e a ledere l’immagine della Società», sviluppatasi negli ultimi giorni e afferma di non volere «discutere a mezzo stampa le diverse questioni giuridiche in rilievo, ritenendo corretto attendere le decioni che il competente Tar del Veneto assumerà nei prossimi giorni».

Non commenta, per ora, l’amministrazione comunale alla quale non è giunta la nota della Società energetica ma parla di «uscita pesante e scorretta, probabilmente dettata da timore» il presidente del Comitato No-Gpl, Roberto Rossi. «Noi non abbiamo nulla contro la Costa Bioenergie o la Socogas», afferma, «che fanno il loro lavoro, magari anche in maniera meritevole. Ce l’abbiamo con gli amministratori pubblici, locali e nazionali, che hanno permesso il sorgere di questa situazione: con i bomboloni a 250 metri dalle case, con le gasiere a 20 metri dalla riva, con 20/30 autobotti al giorno sulla Romea. La trasmissione delle “Iene” ha messo bene in evidenza questi aspetti, comprese la “fuga” dell’allora responsabile dell’Urbanistica, l’architetto Noori, la mancanza di conoscenza di Zaia, che ben avrebbe potuto informarsi, il mancato passaggio in Commissione di salvaguardia, ecc. È mancata una valutazione sui Ministeri ma, complessivamente, siamo soddisfatti di quanto è stato spiegato». (d.deg.)

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia