Gli universitari promuovono l’hamburger gratis

Continua a far discutere l’iniziativa dell’Hard Rock Cafe: una trentina di esercenti sono insorti. I promotori: "Non voleva essere concorrenza sleale". Vela: "Tutto regolare"

VENEZIA. Nella città dei fast food, del cibo congelato venduto dappertutto, delle bottigliette d’acqua a tre euro e del plateatico ovunque, succede che si vada alla crociata contro chi offre un hamburger (buono) agli studenti. Ecco allora Hard Rock Cafe, ristorante musicale di Bacino Orseolo frequentato da giovani, nell’occhio del ciclone degli esercenti.

“Guerra” dell’hamburger gratis: petizione contro il Comune
La barca di Hard Rock Cafe a San Giobbe

«Ci portano via il lavoro», hanno scritto una trentina di titolari di bar all’amministrazione comunale. In realtà l’hamburger gratis rientra nel progetto Expo 2015 per il cibo di qualità. Idea lanciata da Expo Venice e appoggiata dal Comune. «Hard Rock Cafe», spiega il dirigente di Vela, Fabrizio D’Oria che ha coordinato le iniziative, «non ha ricevuto contributi pubblici». Al contrario, ha pagato una tassa di iscrizione di 1.800 euro per essere ammesso all’iniziativa. A che scopo? Pubblicità, sicuramente. E adesione a un progetto che vuole parlare di cibo e nutrizione, in questo caso di cibo a chilometro zero, con prodotti della filiera locale.

Il pacchetto di cibo, composto da un hamburger con carne italiana, radicchio rosso e formaggio, è stato distribuito negli ultimi giorni gratis dalla barca di Hard Rock ormeggiata nei canali. “Rock your tastebuds”, scuoti le tue papille gustative, lo slogan. Due ore di distribuzione di un pacchetto take away per dimostrare che anche il cibo veloce si può fare buono. E code all’inglese, lunghissime e disciplinate, quasi tutte formate da studenti universitari che non credevano ai loro occhi. «Iniziativa ottima, molto interessante», commenta lo studente mestrino Nicolò Groya, dottorando a Ca’ Foscari, «gli studenti di solito mangiano in mensa e spendono cinque euro. Il panino ha aiutato, ma non mi pare abbia danneggiato nessuno. Visto che la distribuzione si è fatta in luoghi diversi e per periodi limitati».

«Di quattro ore autorizzate dal Comune», spiega il responsabile marketing di Hard Rock Cafe, Enrico Ladisa, «ne abbiamo usate solo due. Poi abbiamo avvisato i locali vicini, abbiamo spiegato il senso di quello che facevamo. Certo non voleva essere concorrenza sleale. E le porzioni erano talmente piccole che al massimo hanno fatto venire appetito».

Il take away di Hard Rock Cafe per la mensa Betania
La coda a San Giobbe per raggiungere la Food Boat

Ma la richiesta di chiarimenti è stata inviata per iscritto al Comune, con la firma di una trentina di esercenti aderenti all’Aepe. Che chiedono «il rispetto delle regole» e della concorrenza. «Ma tutto è stato regolare», dice D’Oria. «Non solo, buona parte di quelle porzioni di hamburger sono state regalate alla mensa dei poveri di Betania. Anche questa mi sembrava una buona idea, non abbiamo capito il motivo di quella protesta».

Hard Rock tra l’altro sponsorizza spesso anche eventi musicali e serate culturali, offre i suoi spazi per la musica dei giovani e la presentazione di libri. E al progetto Expo ha pensato di partecipare, continua D’Oria, facendo domanda e presentando un suo progetto. «Potevano farlo anche altri. Li avremmo accolti a braccia aperte».

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia