Giustizia azzoppata dalla mancanza di personale, mentre raddoppiano i reati di terrorismo e furti

VENEZIA. Un processo su due (il49%) finisce in un nulla di fatto, perché la giustizia arriva tardi e il reato è ormai prescritto. La colpa? La cronica mancanza di personale, magistrati e amministrativi. Con una nota dolente che arriva dalle statistiche: sono quasi raddoppiati quelli legati al terrorismo (passati da 12 a 22) e i furti (+60% per quelli in casa).
Sono i passaggi salienti dell'intervento del presidente della Corte d'Appello, Antonino Mazzeo Rinaldi, all'inaugurazione dell'anno giudiziario ha ricordato che i dati in suo possesso sono più o meno in linea con quelli dell'anno precedente, ma ha rilevato che dei 1.400 procedimenti penali che giungono in Corte e 1.200 non sono iscritti perché non c'è il personale per farlo.

"Siamo in crisi di personale - ha detto Mazzeo Rinaldi davanti ai rappresentanti del Consiglio superiore della magistratura e del Ministero della Giustizia - e la Corte riesce a definire tanti procedimenti quanti ne entrano, di fatto a totale invariato. Rimane numericamente la grande mole del pregresso. Si ritiene il Veneto ancora regione prevalentemente agricola, ci si scorda che è la terza regione per numero di abitanti, la terza per Pil prodotto è che è quella con la massima occupazione e con la disoccupazione poco superiore al 6%. Aspettiamo - ha proseguito - che vengano nominati nuovi giudici onorari, ne sono stati nominati nove su 22, e con questi giudici onorari così si potrebbe, in sede civile, raggiungere il limite dei due anni per la definizione di un processo".
Anche il procuratore generale Antonino Condorelli ha affermato che "la situazione del personale è drammatica". "Si è puntato per risparmiare sulle persone - ha sottolineato - investendo in informatica ma senza che vi fossero né l'adeguato funzionamento dei sistemi né quella del personale che andrebbe formato con continuità. Un pubblico ministero senza assistenza è disarmato".
L'affondo lo ha portato il presidente degli avvocati Paolo Maria Chersevani che ha adombrato il rischio di avere una giustizia negata, che "non viene citata nel discorso di fine anno dal presidente della Repubblica", cui segue la "scandalosa vicenda del numero di votazioni in Parlamento per eleggere tre giudici della Corte Costituzionale. E' altresì grave l'ammissione del ministro Orlando che 'l'importante è il numero e non la qualità delle sentenze', quasi che la giustizia sia merce che si venda a peso".

Le intercettazioni. Sul totale delle intercettazioni di utenze telefoniche, ambientali e altro, il distretto giudiziario Veneto ne ha effettuate 2.990 (escluse quelle per antimafia e terrorismo) con una maggiore incidenza percentuale di quelle di pertinenza delle Procure di Padova e Venezia che utilizzano, rispettivamente, il 37,66% e il 19,2% del totale. La Procura di Venezia, sede Direzione distrettuale antimafia (Dda), intercetta ulteriori 776 utenze telefoniche, oltre le 575 ordinarie. Un dato che è legato anche all'attività dell'anti terrorismo che ha portato ad un aumento di reati da 12 a 22. Dal confronto con i dati del precedente anno giudiziario emerge che le intercettazioni ordinarie sono diminuite (da 3.303 a 2.990).
I dati. I reati contro il patrimonio, con particolare riferimento ai reati di usura, estorsione, furto in abitazione, sono in aumento in Veneto, mentre calano le rapine. Le iscrizioni per i reati di usura sono in netto aumento (+45,9%), essendo passati da 292 a 426 mentre sono diminuite le rapine (da 2.272 a 1.600) con un decremento del 27,7%. I reati di estorsione sono in leggero aumento essendo passati da 520 a 643; cresciuti anche quelli ad opera di ignoti, passati da 123 a 233. In lieve aumento (+1%) i furti in abitazione ad opera di noti (passati da 1.144 a 1.156) mentre sono in fortissima crescita (da 4.739 a 7.623), con un incremento del 60,9%, i furti in abitazione ad opera di ignoti. Le iscrizioni per i reati di riciclaggio sono in diminuzione rispetto allo scorso anno da 195 a 174 (-10,8%); le iscrizioni per i reati di autoriciclaggio in questo anno giudiziario assommano a 5.
Carceri al collasso. La situazione delle carceri in Veneto è al limite della tollerabilità con notevoli difficoltà di controllo che hanno portato a registrare quattro suicidi, 55 tentativi di darsi la morte e 318 atti di autolesionismo. "Al 30 giugno 2015, contro una presenza regolamentare di 1.693 detenuti ed una tollerabile di 2.808", ha detto il presidente della Corte Mazzeo Rinaldi, "erano presenti negli istituti di pena veneti 2.288 ristretti. Il sovraffollamento, che a ragione, viene elencato fra le concause dei numerosi episodi di autolesionismo e di suicidio ha dunque confermato una tendenza già segnalata in occasione della relazione dell'anno scorso il che, peraltro, non ha prodotto conseguenze evidenti sulle statistiche dei fenomeni critici che rimangono pressoché invariati rispetto al precedente». Di contro i fatti di autolesionismo, secondo i dati del Distretto, hanno fatto aumentare il ricorso a cure sanitarie dai 249 casi del periodo precedente ai 318 dell'attuale.
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