Giustizia a Venezia, immigrati e banche gli uffici vanno il tilt

Tribunale civile ingolfato dai procedimenti di protezione umanitaria e dalle cause delle vittime di Popolare di Vicenza e Veneto Banca
Borghesi Montebelluna corteo contro Veneto Banca
Borghesi Montebelluna corteo contro Veneto Banca

VENEZIA. Immigrazione e Banche: un mix che si sta abbattendo sugli uffici giudiziari veneziani mettendoli in grave crisi, allungando - con l’arrivo di migliaia di nuove cause - i già lunghi tempi della giustizia, alle prese con carenza di personale a tutti i livelli, iniziando dal -30% nel settore amministrativo.

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I ricorsi di una piccola folla di migranti che si sono visti negare lo status di rifugiati e il diluvio delle cause di migliaia di risparmiatori lasciati senza una lira dalle spericolate operazioni delle loro banche, sono le emergenze che il 2016 ha lasciato in eredità al nuovo anno giudiziario, che si aprirà ufficialmente oggi, con la cerimonia in Corte d’Appello: cause di carattere regionale, che si abbattono sugli uffici del Tribunale civile di Venezia. Migliaia di procedimenti che si riversano su uffici già oberati di lavoro e sott’organico.

I dati. Complessivamente, sul Tribunale civile di Venezia gravano 14.828 procedimenti aperti, il 7,54% in più rispetto all’anno prima: nonostante le quasi 18 mila cause definite, ne sono arrivate 19 mila di nuove.

Protezione internazionale. I dati che riguardano Venezia sono accompagnati dalla relazione della presidente Manuela Farini, che sottolinea come sia «aumentato in modo esponenziale il numero di procedimenti di protezione internazionale e umanitaria», passati dai 1040 del secondo semestre del 2015 ai 1672 del primo semestre 2016 e ancora in crescita: «Il numero dei ricorsi è divenuto insostenibile non prevedendo la legge 150/2011 alcun aumento di organico ed essendosi verificata una situazione di gravissima scopertura, che ha raggiunto il limite del 50% nella III sezione civile, addetta a questi procedimenti». Così i ricorsi dei migranti che si sono visti negare il permesso e si appellano al Tribunale (che ha solo 6 mesi per decidere), sono stati spalmati su tutti i giudici, compresi quelli del lavoro e del tribunale delle imprese. «Con il rischio», conclude la relazione, «di rallentamento dell’attività specializzata in materia societaria, che per legge dev’essere svolta con massima urgenza». Più lavoro, stessi organici carenti.

Lo stato della giustizia a Venezia
Lo stato della giustizia a Venezia

Cause societarie e bancarie. Anche il mondo del lavoro in crisi continua a riversare sul Tribunale un numero sempre crescente di contenziosi, tanto che - si legge nella nota dell’ex presidente della Corte Antonino Mazzei Rinaldi - «tra il luglio 2015 e il giugno 2016 vi è stato um significativo aumento del flusso di cause e procedimenti cautelari nella Sezione specializzata d’impresa, permamendo tuttavia immutato l’organico del Tribunale». Poi c’è l’emergenza Banche, legate allo scandalo giudiziario che ha sconvolto la Popolare di Vicenza e alle difficoltà di Veneto Banca: «La crisi di due noti istituti bancari veneti ha determinato un incremento straordinario delle cause instaurate da socie e azionisti contro le banche, soprattutto per l’elevatissimo numero di contratti di vendita di azioni proprie agli azionisti in violazione della normativa societaria», come nel caso dei finanziamenti concessi solo a fronte dei “mutui baciati”. Come già per i migranti, anche per le Imprese Venezia è distretto con competenza regionale, con un «numero crescente di cause di responsbailità contro gli amministraori e gli organi di controllo».

L'inaugurazione dell'anno giudiziario
L'inaugurazione dell'anno giudiziario

Giustizia e economia. Solo in questo settore le cause sono salite del 27,6 %, con 652 nuovi procedimenti. «A fronte di una situazione che vede i maggiori focolai di crisi economica del terrorio veneto tradursi in contenzioso presso la Sezione imprese», rileva la relazione della presidente Farini, «vi è anche un considerevole tessuto produttivo che richiede invece risposte veloci a salvaguardia di brevetti, marchi, contrasto dei fenomeni di slealtà concorrenziale, mentre la dotazione di organico è gravemente deficitaria».

Divorzi e cause di famiglia. Se non è ancora stimabile l’impatto del divorzio breve introdotto nel 2014 con la negoziazione assistita, «resta elevatissimo il numero sia dei contenziosi sia dei divorzi consensuali», con pendenze passate da 1629 di un anno fa a 1718.

 

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