Giudici, nessuna proroga pensione a settant’anni

Il tanto atteso decreto Milleproroghe non riguarda i magistrati. A fine anno via il procuratore Delpino e Mazzei Rinaldi. Nordio se ne andrà a febbraio
Di Giorgio Cecchetti
Interpress/Mazzega Scattolin Venezia, 24.01.2015.- Corte d'Appello di Venezia, Apertura Anno Giudiziario 2015.- Nella foto il Pres.Corte d'Appello Antonino Mazzeo Rinaldi
Interpress/Mazzega Scattolin Venezia, 24.01.2015.- Corte d'Appello di Venezia, Apertura Anno Giudiziario 2015.- Nella foto il Pres.Corte d'Appello Antonino Mazzeo Rinaldi

In tanti lo aspettavano e, ieri mattina poco dopo le 11, quando i lavori dell’ultimo Consiglio dei ministri del 2016 si sono conclusi, ci speravano, visto che il governo ha varato - come di tradizione - il decreto che prende il nome di “Milleproroghe”. Ma i magistrati sono rimasti delusi: non c’è alcun provvedimento che riguarda il rinvio dei pensionamenti di tutti i settantenni.

Così da domani, per quanto riguarda Venezia, se ne vanno in quiescienza il presidente della Corte d’appello Antonino Mazzei Rinaldi e pure il procuratore della Repubblica Luigi Delpino, che i 70 li hanno già compiuti nell’anno che si conclude tra 24 ore e che la proroga l’avevano già avuta, appunto, fino al 31 dicembre 2016. Lo stesso accadrà per tutti quei giudici che compiranno il settantesimo anno di età nel 2017: se ne dovranno andare dal giorno dopo il loro compleanno. A febbraio toccherà al procuratore aggiunto Carlo Nordio, a giugno al procuratore generale Antonino Condorelli e in ottobre al presidente dei giudici dell’udienza preliminare Giuliana Galasso. Molti uffici giudiziari, quindi, saranno decapitati dei responsabili e così accadrà anche nei Tribunali di molte altre città d’Italia, costringendo a un superlavoro il Consiglio superiore della magistratura che, nel corso del 2017, dovrà decidere centinaia di nomine di capi di uffici rimasti senza il responsabile.

C’è chi dice, comunque, che se ieri la proroga fosse stata decisa sarebbe stato ancora peggio, perché il Csm si sarebbe trovato di fronte a centinaia di uffici decapitati nello stesso giorno.

Le indiscrezioni del giorno precedente all’ultimo Consiglio dei ministri, infatti, davano per certa la proroga congegnata in questo modo: niente da fare per chi aveva già compiuto i 70 nel corso del 2016, mentre per chi avrebbe compiuto quell’età nel prossimo anno, la proroga sarebbe scattata per tutti fino al 31 dicembre 2017. Quindi, Nordio, Condorelli e Galasso avrebbero guadagnato, naturalmente soltanto se lo avessero voluto, dieci mesi il primo, sei mesi il secondo e due mesi l’ultima. In ogni caso, dunque, la sorte per il presidente Mazzei Rinaldi e per il procuratore Delpino sarebbe stata segnata: sarebbero andati in pensione anche in caso di proroga, visto che non avrebbe riguardato entrambi.

Dall’1 gennaio 2017, quindi, il procuratore capo facente funzione sarà Carlo Nordio, ma soltanto per poco più di un mese, visto che a febbraio se ne dovrà andare e su quella stessa poltrona siederà l’altro e più giovane procuratore aggiunto, Adelchi D’Ippolito, in attesa che il Csm nomini il nuovo procuratore (in corsa ci sono il procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri e quello di Ferrara Bruno Cherchi, entrambi ex pubblici ministeri a Padova e poi sostituti procuratori generali a Venezia prima di essere scelti per dirigere due diverse procure).

Anche per la poltrona di presidente della Corte d’appello il Csm ha chiuso le candidature, sono ben 17 e tra i concorrenti ci sono i nomi di due giudici veneziani, entrambi presidenti di sezione della Corte lagunare, Mario Bazzo e Roberto Santoro. Anche per il posto di procuratore aggiunto di Venezia, quello che Nordio lascerà libero tra breve, le candidature sono numerose e alcune sono di pubblici ministeri che in laguna lavorano da anni.

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