Giovedì alle 15 l'ultimo saluto a Chiara

Linea dura dopo la tragedia: «Basta bici elettriche senza luci». Appello della polizia locale ai genitori perché controllino i mezzi usati dai figli e perché rispettino il codice della strada. 

CHIOGGIA. Si terranno giovedì 21 dicembre alle 15 a Borgo San Giovanni i funerali di Chiara Pavanello, la quattordicenne che ha perso la vita sabato sera dopo essere stata tamponata da una vettura mentre si trovava in sella alla sua bici elettrica assieme ad una amica. Il magistrato ha infatti deciso di non fare eseguire l'autopsia ma solo una nconsulenza tecnica.

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Intanto la città si interroga sulle cause di questa assurda tragedia che, a detta di tutti, poteva essere evitata. Tanta rabbia, certo, per quella bretella di collegamento verso via Venturini che dovrebbe esserci e che invece non c’è o per la sbadataggine e la leggerezza con cui i giovanissimi scorrazzano per le strade urbane, in barba a qualsiasi elementare fondamento del codice della strada, ma non è cambiato nulla, perché ragazzi e, soprattutto, ragazze continuano a viaggiare in due sulla stessa bici elettrica e continua a muoversi anche di notte senza luci di posizione.

Ed è proprio il comandante della polizia locale, Michele Tiozzo, a lanciare un appello affinché tragedie come quella di sabato non abbiano da ripetersi. «Non vanno criminalizzate le bici elettriche», dice «il cui utilizzo è da considerare positivo per le città visto che riducono di molto l’inquinamento ed il rumore, ma va condannato il modo con cui si utilizzano. È per questo che chiedo ai genitori di controllare le biciclette dei propri ragazzi, di verificare se dispongano o meno delle luci e di chiedere ai propri ragazzi il rispetto delle regole stradali, senza timore». Chioggia capitale delle bici elettriche, fenomeno tipicamente locale, che hanno soppiantato i motocicli o gli scooter fino a 50 di cilindrata, ma che hanno contribuito ad abbassare l’eta media degli utilizzatori. «Prima avevamo il record», conferma Tiozzo, «dei cosiddetti cinquantini, ora ci sono le bici elettriche che approssimativamente si possono calcolare attorno alle 10 mila unità".

"Purtroppo non è ancora un fenomeno a livello nazionale e quindi non si è ancora affrontato il problema a livello legislativo. Le bici elettriche sono equiparate alle biciclette e quindi possono circolare senza assicurazione, non serve il casco ed altro ancora. Chiaro che però i ragazzi vanno educati ad usare il mezzo in maniera più razionale. Però non si può trasportare un passeggero, a meno che non sia un bambino allacciato all’apposito seggiolino e soprattutto non si può girare di notte senza i fanalini di posizione. Le fabbriche più importante dotano queste bici di fanale e addirittura di specchietto e non si capisce perché i ragazzi poi li tolgono. A livello sanzionatorio però mi rendo conto che l’ammenda di 5 euro per una bici che viene fermata priva di fanali è davvero un deterrente di poco conto» .

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La Polizia locale promette una campagna preventiva di controlli. «Era già stata programmata per primavera, ma visti gli ultimi eventi probabilmente verrà anticipata. Chiaro che noi non possiamo sostituirci alle scuole o alle famiglie ma cercheremo di far capire che il codice della strada va rispettato. Poi per quanto riguarda la bretella che non c’è deve intervenire il Comune. A suo tempo avevamo dato parere negativo sull’installazione di colonnine per bici elettriche chiesto dalla Coop in quanto, a nostro avviso, il centro commerciale non era accessibile a questi mezzi».


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