Fotovoltaico a Ca’ Solaro, passo indietro della Fondazione Querini Stampalia

Decisione a sorpresa annunciata mercoledì. Il consiglio di presidenza dell’istituzione culturale, proprietaria dei terreni, annuncia: «Chiediamo alla società del progetto di rinunciare». Il plauso del sindaco Brugnaro

Mitia Chiarin
La mappa dei siti fotovoltaici previsti in provincia
La mappa dei siti fotovoltaici previsti in provincia

«Il Consiglio di Presidenza della Fondazione Querini Stampalia, nella seduta del 24 marzo 2025, ha deliberato all’unanimità di adoperarsi affinché la società titolare del progetto di parco agrivoltaico di Ca’ Solaro rinunci allo sviluppo di tale opera». Svolta nella vicenda del progetto per il parco fotovoltaico a Ca’ Solaro, nei terreni di proprietà della Fondazione, nel cui Cda è presente anche il Comune. 

«La nostra istituzione ha sempre mantenuto un dialogo costante con Venezia e i veneziani. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di generare conflitti, ma la ricerca del miglior equilibrio possibile tra innovazione, sostenibilità e rispetto del territorio. È per questo motivo che abbiamo scelto di ascoltare la voce dei cittadini e del Sindaco Luigi Brugnaro. La Fondazione Querini Stampalia ha sempre operato con un forte senso di responsabilità e questa decisione nasce da una valutazione ponderata delle trasformazioni in atto e dalla volontà di rimanere coerenti con la nostra storia e il nostro ruolo nella città»,  ha dichiarato il Presidente della Fondazione, Paolo Molesini.

E arriva il plauso del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che aveva  detto chiaramente che c’è il no dell’amministrazione veneziana e pure della Città metropolitana su un progetto divisivo in città. 

Brugnaro esprime infatti il «plauso per la scelta unanime del Consiglio della Fondazione Querini Stampalia di rinunciare allo sviluppo di tale opera, accogliendo l’invito a rivedere un progetto troppo impattante per la città. L’Amministrazione da sempre sostiene il processo di de-carbonizzazione e dell’uso di fonti energetiche che non producano C02, preferibilmente da fonti rinnovabili, tuttavia, va bisogna sempre considerare una valutazione approfondita di sostenibilità ambientale, economica e sociale».

 

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