Droga nascosta nel cimitero di Fossalta di Piave, due quarantenni in manette

La Guardia di Finanza ha seguito i loro movimenti scoprendo un chilo di cocaina. Trovata un’agenda con nomi e cifre durante le perquisizioni nell’abitazione

Roberta De Rossi
Immagine generica di droga cocaina eroina tossicodipendenza tossicodipendenti
Immagine generica di droga cocaina eroina tossicodipendenza tossicodipendenti

La scena dev’essere apparsa alquanto lugubre: due uomini, nel buio della notte, intenti ad armeggiare attorno a una piccola buca, a ridosso del muro di cinta del cimitero di Fossalta di Piave, al lavoro illuminati solo dalla fioca lampadina dell’abitacolo della loro automobile. Uno impegnato a ricoprire con una cazzuola qualcosa appena sotterrato, l’altro con in mano un grosso involucro.

Di certo, però, la scena non ha impressionato i finanzieri della Guardia di finanza di Trieste, che da ore seguivano i movimenti dei due: quando hanno visto passare di mano due pacchi, per essere sotterrati, sono intervenuti.

Hanno così arrestato due quarantenni di cittadinanza albanese, residenti in zona: all’interno delle due confezioni ricoperte di cellophane, i finanzieri hanno trovato un totale di un chilo di cocaina, destinata ad essere recuperata in un secondo momento, per venire spacciata. Il mercato della droga - hashish e cocaina su tutte - è sempre molto florido e i clienti non mancano mai, soprattutto nel fine settimana.

I due uomini sono così stati arrestati per traffico di sostanze stupefacenti: ieri - difesi dagli avvocati Giorgio e Luca Pietramala e dall’avvocato Del Martello - nel corso dell’interrogatorio di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nel corso delle perquisizioni che sono seguite all’arresto, a casa di uno dei due è stata trovata anche un’agendina fitta di cifre e nomi. Per gli investigatori si tratterebbe di una sorta di “contabilità” dello spaccio, con l’elenco dei clienti.

La giudice per le indagini preliminari Carlotta Franceschetti ha convalidato l’arresto dei due uomini (che non risultano avere precedenti penali) e ha firmato una misura cautelare di custodia in carcere per rischio di reiterazione del reato e di fuga: così i due uomini sono stati riportati in carcere a Santa Maria Maggiore, dove attenderanno gli sviluppi dell’indagine a loro carico.

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