Forti protetti dall’Unesco Venezia fuori dalla lista

Il Ministero proporrà Bergamo, Palmanova, Peschiera, Zara, Sebenico e Cattaro Assessori spiazzati. Grigoletto (Istituto italiano Castelli): «È inammissibile»
Di Vera Mantengoli

Un errore, una dimenticanza o una vera bocciatura? Diventa un giallo il comunicato apparso il 9 maggio sul sito del Ministero dei Beni culturali sui luoghi raccomandati a diventare parte del progetto “I forti veneziani candidabili come Patrimonio dell’Umanità”. Venezia non compare tra le sei città indicate.

Mesi fa si era parlato dell’occasione che Venezia avrebbe avuto nel portare avanti questo progetto come capofila, lanciato qualche anno fa dalla città di Bergamo: ma dei buoni propositi non si è più parlato. Il risultato è che, davanti a un comunicato istituzionale dove mancava proprio la Serenissima, nessuno ha saputo dare una risposta. Né Icomos, la ong che verifica per contro dell’Unesco la disponibilità effettiva delle città; né il ministero dei Beni culturali. Spiazzata anche l’amministrazione comunale, che non aveva ancora avuto tempo di controllare. Considerando che parliamo di Venezia, sembra alquanto imbarazzante che, a voler pensare a un errore, qualcuno se la sia dimenticata senza che nessuno se ne accorgesse, soprattutto perché si parla di «un lungo e laborioso processo di valutazione».

«I siti li candida il ministero», spiega la vicesindaca Lucia Colle. «Mi sembra strano che Venezia non ci sia, anche se ci sarebbero stati più siti da candidare. In ogni caso cercheremo di verificare». Anche l’assessore Massimiliano De Martin non è ancora riuscito a verificare il destino del progetto.

Per il referente dell’Istituto Italiano Castelli, invece, quanto successo è inammissibile. «I siti non li sceglie Roma, ma sono proposti dalle varie comunità locali», ha spiegato il consigliere nazionale Andrea Grigoletto. «Per puro caso il 9 maggio, lo stesso giorno in cui è uscito il comunicato che non faceva il nome di Venezia, le sezioni Veneto e Friuli Venezia Giulia dell’Istituto hanno inviato la proposta di allargare il sito anche ai monumenti presenti in Grecia, Cipro e Albania. Ci siamo resi conto subito dopo che mancava proprio Venezia e, se fosse vero, si trasformerebbe in una barzelletta perché sarebbe come dire: candidiamo la muraglia cinese proponendo solo il pezzo che passa per la Mongolia. Se fosse una dimenticanza sarebbe comunque grave che nessuno se ne sia accorto per tutti questi giorni dato che parliamo di una città come Venezia».

Nel comunicato del ministero sono citate Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda, Zara, Sebenico (Croazia) e Cattaro (Montenegro). Il progetto risale alla giunta Orsoni, ma nei mesi scorsi molti veneziani si erano dati da fare chiedendo di puntare di più su Venezia, indicandola come città capofila e chiedendo di allargare i siti indicati (Arsenale, Sant’Andrea, ottagoni di Ca’ Roman e di San Pietro) anche al Forte San Felice di Chioggia, all’ottagono di Poveglia, al Forte degli Alberoni e di San Niccolò al Lido.

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