Fondamenta della movida «Basta, non si vive più»

Una nuova osteria apre in fondamenta degli Ormesini. Ce ne sono in pochi metri già una decina. E gli abitanti sono preoccupati. «Qui le sere d’estate e nei weekend non si vive più», dicono, «stiamo raccogliendo le firme per chiedere al sindaco una moratoria».
Protesta che monta. Perché negli ultimi mesi ogni limite è stato superato. «Migliaia di persone con il bicchiere in mano in fondamenta, chiasso fino a notte, qualche episodio di spaccio di droga. Non ne possiamo più», sbotta un residente di calle Alberagno, laterale della fondamenta. Da qualche tempo i vigili hanno intensificato i controlli. Ma non è ancora abbastanza. Nella rete è finito anche qualche locale “storico”, che fa musica da decenni come il Paradiso Perduto. «Ci hanno chiuso quattro giorni per due tavolini in fondamenta», dice il titolare Maurizio Adamo, «e ce lo hanno comunicato via mail».
La Fondamenta della Misericordia è d’estate un luogo affollato, con sedie e tavolini, ristoranti uno dietro l’altro. Un ponte più in là, in fondamenta degli Ormesini, la situazione è ancora più critica. Qui sono proliferate osterie e bacari, uno accanto all’altro. Protestano sommessamente anche i titolari dei vecchi bar, che si sono visti assediare dalla concorrenza a pochi metri.
I vigili si sono visti pochi giorni fa a controllare la superficie e le autorizzazioni del nuovo bar «Al Timon», oggi chiuso per ferie, mèta di giovani soprattutto d’estate. La novità del Timon è quella di ospitare i clienti anche a bordo delle barche ormeggiate in fondamenta, davanti al locale. Il sabato sera e nelle serate d’estate non si passa nemmeno. «Non abbiamo nulla contro i giovani e queste attività», dicono i residenti, «ma chiediamo il rispetto delle regole». Regole che in parte non esistono più. La legge Bersani e poi le leggi regionali consentono di aprire locali a prescindere dalla tipologia e dalle distanze. Fino a qualche anno fa c’erano i contingenti, in una zona per aprire un nuovo bar bisognava acquistare la licenza da chi smetteva l’attività. Adesso non c’è più limite. E sempre più spesso capita di vedere aprire un bar o un ristorante.
In fondamenta degli Ormesini la concentrazione è massima. «Ma non permetteremo», annuncia il comandante dei vigili Marco Agostini, «che queste fondamente diventino come campo Santa Margherita». Intanto i locali continuano ad aprire. E attirano, soprattutto nel weekend, comitive di “turisti dell’ombra” che fanno il tour delle osterie. (a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia