Festa in piazza, in tanti per il bis «Ho una voglia matta di rifarla»

MESTRE. «Ho una voglia matta di rifarla». Fosse per lui, già questa sera. Roberto Venerando, l’organizzatore della festa “Ritroviamoci in piazza come una volta”, prima però deve mettere in ordine i pensieri. Ieri pomeriggio alle 17 aveva oltre 160 messaggi non ancora letti sul suo telefonino. Saluti, complimenti e una sola domanda: «Quando organizzi la prossima serata in piazza?». Dove in questi mesi hanno stentato ad arrivare le istituzioni sono intervenuti i cittadini, i mestrini.
Una festa organizzata su facebook che «poi mi è scoppiata tra le mani. Tanto che nei giorni precedenti al ritrovo ero anche preoccupato perché io avevo pensato a fare un po’ di musica e a ballare, pensavo di deludere le aspettative». Nessuna traccia di delusione però sui volti delle persone che hanno partecipato alla festa, ricordando quando nella piazza, tra gli anni Settanta e Ottanta, si poteva ancora arrivare con l’auto o con la vespa e c’erano le grandi compagnie, ognuna con il proprio ritrovo. «Vedere piazza Ferretto così piena di persone è stata per me una gioia e sono stati in molti a farmi i complimenti, ma sono complimenti che vanno girati a tutti coloro che hanno voluto partecipare e rendere possibile questa iniziativa». I complimenti sono arrivati anche dal sindaco Luigi Brugnaro, che ha invitato Venerando a un incontro per promuovere altre iniziative, e da altri politici che hanno contattato per complimentarsi per il buon esito della manifestazione. «Una bella manifestazione fatta con buona volontà che ha portato tanti cittadini in Piazza Ferretto», ha twittato venerdì sera Luigi Brugnaro.
Una festa che è stata anche un toccasana per i bar e per i ristoranti del centro di Mestre che si sono riempiti di persone. Che dicono Ascom e Confesercenti? «Bisognerebbe farlo ogni settimana», dice Dario Corradi, direttore dell’Ascom di Mestre, «questa iniziativa deve diventare uno stimolo per mettere in piedi appuntamenti più frequenti. Quelli della mia generazione hanno vissuto una Mestre diversa in cui il punto di riferimento era piazza Ferretto ma è anche vero che era l’unico luogo di ritrovo, mentre ora la piazza deve competere anche con i centri commerciali». «La piazza», aggiunge, «non può vivere solo di iniziative spontanee ma c’è bisogno di strutturare gli interventi, anche con il coinvolgimento delle istituzioni culturali che si affacciano sull’area centrale: la cultura deve uscire dai palazzi». Per Maurizio Franceschi (Confesercenti) la domanda è: «Cosa possiamo fare affinché la piazza sia sempre come l’altra sera? Come trasformarla in una consuetudine?».
«Gli eventi vanno bene», riflette Franceschi, «ma le persone dovrebbe frequentare la piazza, al di là delle iniziative, per quello che la piazza stessa offre, come accade in tutte le città. Faccio parte anche della generazione che si è ritrovata venerdì sera e mi ricordo che in piazza Ferretto ci andavamo per trovarci, a prescindere dalle iniziative che c’erano. Quindi va bene lavorare su un programma di iniziativa ma prima di tutto bisogna ragionare su un progetto di piazza. Il problema è che mancano le basi. Molti giovani di oggi trovano piazza Ferretto alla Nave de Vero o all’Auchan, dove c’è un’offerta commerciale forte che nella piazza e nel centro di Mestre non c’è più. Purtroppo mancano le basi per poter pensare che piazza Ferretto diventi sempre come venerdì sera».
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