Festa ad Altobello con i senza dimora «Grande successo»

Si sono presentati in un’ottantina, con tanto di cartelli Don Capovilla: «Non è facile partecipare per un disagiato»
Di Marta Artico
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre, piazzale Madonna Pellegrina/ La notte dei senza dimora
Foto Agenzia Candussi/ Morsego/ Mestre, piazzale Madonna Pellegrina/ La notte dei senza dimora

MESTRE. Sono arrivati alla spicciolata, per passare una serata in compagnia, tra amici, cercando di dimenticare pensieri e problemi e sentirsi, per una volta, come tutti gli altri. Il piazzale della Madonna Pellegrina ieri pomeriggio e fino a sera, ha accolto un'ottantina di persone che frequentano le numerose realtà istituzionali e di base, dai dormitori alle mense, seguite dalla Caritas Diocesana piuttosto che dai volontari nelle stazioni. Un momento per far uscire dall'invisibilità persone nel disagio sociale e richiamare la cittadinanza alle pesanti difficoltà che vivono.

La “Notte dei Senza Dimora” è stata organizzata grazie a gruppi e associazioni che si mettono in gioco tutto l'anno assieme ai protagonisti. «Siamo davvero contenti», ha commentato don Nandino Capovilla, «perché è difficile immaginare un disagiato che partecipa a un evento pubblico, oggi invece l'hanno fatto, grazie anche al lavoro di questi giorni».

I cartelli e gli slogan scritti dai senza dimora, sono stati portati in giro per le strade, per far sentire la gente partecipe e far conoscere i sentimenti delle persone meno fortunate.

Claudio Costantini, è il direttore del dormitorio maschile Papa Francesco della Caritas: «La risposta è stata molto buona», racconta, «noi abbiamo invitato i nostri ospiti, che sono 24, mentre serviamo una cinquantina di pasti al giorno. Non ci aspettavamo che partecipassero, è stato inaspettato, perché sono persone abitudinarie, che sono uscite allo scoperto, dalla loro routine. Speriamo il prossimo anno di coinvolgere maggiormente anche la cittadinanza».

«È un'iniziativa molto bella», commenta il direttore della Caritas, Stefano Enzo, «importante, essendo la prima, perché è un momento di aggregazione anche per loro: da noi passano e vanno, qui si possono incontrare e vivere assieme un momento di gioia e festa: sarebbe bello diventasse un'iniziativa della comunità e del territorio».

Il pomeriggio è passato tra balli, danze, lotterie e poi il momento del pasto, servito dai volontari. Suor Anna, è volontaria del Centro di ascolto Caritas di Marghera: «Le persone che vedo chiedono tre cose: mangiare, dormire e lavorare, soprattutto dormire e lavoro, il cibo è più facile da procurare. Il lavoro è il problema principale, se sei senza lavoro non puoi accedere al resto. Spiego loro che la Caritas dà un supporto ma non è la soluzione, che devono fare richiesta. Vengono per passaparola o mandati dai servizi sociali. C'è uno zoccolo permanente, e gente che prima aveva un lavoro e perdendolo si è ritrovata per strada e ha rimandato la famiglia a casa. Ultimamente vengono dall'Africa settentrionale, Pakistan, Marocco, Bangladesh». Il servizio produce curriculum e aiuta a cercare lavoro via web: «Quest'anno ne abbiamo scritti 70, ma hanno trovato lavoro in 7».

Presenti ieri Croce Rossa di Mestre, la Comunità di Sant'Egidio, il Coordinamento Caritas Vicariato di Marghera, Volontari della colazione Cita, l'Agesci Marghera e Mestre centro, Caritas Diocesana, Emergency, San Vincenzo Mestrina, Coop Caracol, Boutique solidale di Marghera e Gocce di Luce.

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