Febo, ancora disperso, le ricerche di nuovo il 26

A causa di un improvviso incidente avvenuto a Padova, i sommozzatori hanno dovuto sospendere le ricerche di Febo a metà pomeriggio di Natale. Sul posto è rimasta la barca della marittima dei pompieri

CHIOGGIA. È ancora disperso Endri Febo, il pescatore chioggiotto di 53 anni, inghiottito dalle acque venerdì notte.

Le ricerche di Endri Febo

Dalla notte di venerdì 21 non si hanno più tracce di lui. I sommozzatori lo cercano dall'alba al tramonto da ormai quattro giorni. Il 25, a Natale, non ci sono state novità. Il 26 riprenderanno alla mattina. 

L’uomo si trovava a bordo di una delle due imbarcazioni di caparozzolanti che si sono scontrate in laguna, tra Pellestrina e Chioggia, all’altezza della Valle dei Sette Morti.

I sommozzatori dei pompieri, aiutati da un elicottero, lo hanno cercato domenica fino a quando è calata la notte, invano.

Lunedì le ricerche sono ricominciate sulle 8.30 di mattina. I sommozzatori sono partiti da Vicenza e, insieme alla squadra marittima, hanno ripreso a esplorare i fondali, nella speranza di ritrovarlo.



Intanto è ancora sconvolto il capitano della barca speronata. Ieri l’uomo si è recato al Pronto soccorso. Oltre alle ferite, l’angoscia e il dispiacere per Febo. «Sulle dinamiche dell’incidente investigheranno le autorità preposte» ha detto il captano, anche lui pescatore chioggiotto di 40 anni che vuole rimanere anonimo «Vorrei però che la famiglia Febo e il compagno di barca di Endri sapessero quanto li sto pensando».



Ha deciso di raccontare quella notte dopo aver letto «menzogne» sui pescatori e «ricostruzioni non precise». «È vero, di notte non si può pescare e neanche in quell’area» racconta «Ma noi siamo tutti pescatori professionisti, solo che non ci lasciano lavorare e siamo costretti a uscire di notte».

Quella notte si cercavano le vongole veraci, richiestissime nel periodo natalizio. La barca del capitano andava verso riva, quella di Febo verso la laguna. «Intanto avevamo i fanali accesi, solo che c’era tantissima foschia» prosegue «Poi nella mia barca eravamo in quattro, mentre nella barca di Febo erano in due. Le nostre barche sono di sette metri, inclusa quella che ci ha soccorso».



Dalle ricostruzioni del capitano è stata la barca di Febo a speronare la loro. «Ho visto la barca che arrivava e ho cercato di fare dei segnali, ma non ci hanno visti» racconta «Quando ci sono venuti addosso, le barche per l’impatto si sono allontanate. Febo e il suo compagno sono caduti in acqua. Ho subito dato l’allarme via radio. C’erano tante altre barche attorno, una si è avvicinata, ha tirato su l’amico di Febo e ci ha lanciato una corda perché ha visto che eravamo in difficoltà».

L’amico di Febo, L.F., è in stato di ipotermia e nella barca del capitano entra acqua. Sarebbe questo il motivo che ha spinto la barca del soccorritore a dirigersi verso la riva. «Abbiamo visto che altre barche si erano avvicinate per cercare Febo» dice «Nel tragitto la mia va a fondo, cadiamo in acqua e risaliamo su quella di chi ci ha soccorso». Prima viene portato a casa l’amico di Febo, poi gli altri.

«Io mi sentivo responsabile della mia barca, avevo freddo, ma riuscivo ancora a camminare. Sono andato il più veloce possibile nella caserma dei pompieri, a 500 metri da dove ero sbarcato» racconta «Ero ancora bagnato, ho raccontato quanto successo, mi hanno asciugato e abbiamo aspettato la barca da Venezia». Il capitano non sa quantificare quanto tempo sia trascorso. «Quando sono arrivati i vigili del fuoco da Venezia sono salito con loro e li ho portati nel punto in cui è avvenuto l’incidente, tra Valle dei Sette Morti e Valle del Cornio».

Dopo essere stato con i pompieri, il capitano torna verso casa. Non ha chiuso occhio, è distrutto da quanto successo. Racconta alle forze dell’ordine i dettagli dell’incidente. La giornata sembra non finire mai, così come l’incubo di quella notte. «Al di là di come andrà dal punto di vista legale» conclude «Penso sempre a Febo». 

L'incidente è avvenuto venerdì notte sull'una e mezza. Sono intervenuti pompieri, Guardia di finanza, polizia di Stato e provinciale, carabinieri di Venzia e Chioggia. Le indagini sono svolte dalla pm di turno Paola Tonini. 


 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia