Falciato dall’auto, è annegato: il 18enne poteva essere salvato

Acqua nei polmoni e sul corpo nessuna traccia di traumi importanti: l’autopsia conferma che l’omissione di soccorso è stata determinante per la morte dello studente lavoratore
FERRO - FOTO PIRAN - PIOMBINO DESE - REC FOTO IHAB ABOUEL SEOUD
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Ucciso da un'auto pirata, l'investitrice: "Ho travolto un cane"

Noale, falciato in bicicletta e lasciato morire nel fosso
FERRO - FOTO PIRAN - TREBASELEGHE - INCIDENTE MORTALE

NOALE. È morto annegato. È morto peggio di un cane, solo nel buio e nel freddo. È morto come temeva il papà. Sul corpo nessun trauma, nessuna lesione. Lo svenimento provocato dall’impatto con la macchina, la guidatrice “pirata” scappata via come se nulla fosse accaduto e lui, il 18enne Ihab Abou El Seoud, di Levada di Piombino Dese, studente all'Enaip di Noaleora stagista in un ristorante, è scivolato nella canaletta privo di sensi.

Sono bastati fra i 3 e 5 minuti per morire: il respiro bloccato dall’acqua bevuta a causa dello stato di incoscienza e per Ihab non c’è stato scampo.

Non per cause accidentali, ma perché chi lo aveva travolto, se n’era andato via. Ecco la drammatica ricostruzione dell’incidente stradale pagato con la vita da quel bravo ragazzo che avrebbe salvato la pelle, senza nemmeno un’escoriazione, se la 19enne di Trebaseleghe E.M., al volante dell’auto-killer, si fosse fermata e lo avesse soccorso.

Una ragazza italiana come lui anche se Ihab, nato all’ospedale di Camposampiero, era di padre egiziano e di madre tunisina. La drammatica verità, un colpo al cuore per i familiari, è emersa dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale di Camposampiero dal professor Guido Viel dell’Istituto di medicina legale di Padova alla presenza del consulente della famiglia, il dottor Silvano Zancaner.

Il pm padovano Luisa Rossi ha aperto un’inchiesta: è indagata per omicidio stradale e omissione di soccorso E.M. (difesa dal penalista Fabio Pinelli). Ma ora, di fronte all’esito dell’esame autoptico, alle accuse contestate potrebbe aggiungersi anche il reato di fuga da incidente. Il medico legale dovrà consegnare la relazione finale entro 60 giorni, quando saranno pronti pure gli esami tossicologici disposti solo per scrupolo di fronte a un possibile contenzioso civilistico.

«Ho investito un cane» ha rivelato la giovane che ha confessato quando la notizia era sul web

Il corpo integro. Nessuna botta visibile, nemmeno in testa, solo qualche lieve contusione ai polmoni. L’enfisema polmonare acuto ha svelato subito il decesso per annegamento.

Sabato poco dopo le 22.30 Ihab, 18enne studente dell’Enaip di Noale, saluta Rinaldo Casarin, il titolare del ristorante la Barcaccia a Trebaseleghe dove sta svolgendo lo stage di cameriere di sala come prevede il progetto scuola-lavoro. Sale in sella alla sua bicicletta per tornare a casa, percorre sette chilometri di strada e a 700 chilometri dall’abitazione, a Piombino in via Gattoeo – una strada stretta e buia – viene tamponato da una Mercedes classe A.

Il 18enne è caricato sul cofano e scagliato nella canaletta lungo il ciglio, perdendo i sensi in seguito al brusco movimento del cervello nella scatola cranica dovuto all’impatto. Appena 15 centimetri d’acqua corrente: forse Ihab non sviene immediatamente.

FERRO - FOTO PIRAN - PIOMBINO DESE - REC FOTO IHAB ABOUEL SEOUD
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Quando il padre lo ha trovato, alle due di notte, il figlio era in posizione quasi seduta nel fosso con l’acqua che gli arrivava al naso, aveva raccontato il genitore in lacrime.

Nel frattempo E.M., che aveva appuntamento a Castelfranco con amici, è già rientrata a casa. Alla madre dice di aver investito un cane per giustificare la perdita di qualche pezzo della carrozzeria.

«Ucciso da un’italiana? Allora tutti comprensivi»

Solo l’indomani si presenta dai carabinieri quando la notizia è ormai di dominio pubblico e già si parla del possibile arresto del “pirata”.

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