Esasperazione al limite, i condòmini votano le recinzioni

Già due esempi realizzati, per gli abitanti di Ca’ Rossa ormai è una necessità: «Ci vorranno almeno 30mila euro ma divideremo la spesa perché non abbiamo alternative per rendere sicura l’area»
GIORNALISTA: Furlan AGENZIA FOTO: Candussi LUOGO: Mestre DESCRIZIONE: condominio dietro BNL in via Mestrina
GIORNALISTA: Furlan AGENZIA FOTO: Candussi LUOGO: Mestre DESCRIZIONE: condominio dietro BNL in via Mestrina

MESTRE. A guardare da fuori si potrebbe pensare che si tratta di un’esagerazione. Ma a parlare con i residenti la parola che più viene utilizzata è esasperazione. Decine di famiglie che abitano nei palazzi della zona centrale di Mestre hanno deciso - in alcuni casi lo hanno già fatto, in altri lo faranno - di barricarsi dietro un cancello o dietro una ringhiera per lasciare fuori di casa - fuori della galleria, del piazzale o del cortile - degrado, bivacchi molesti, malintenzionati e spacciatori. Gli ultimi a prendere questa decisione - con il sostanziale via libera del sindaco - sono stati i residenti del condominio Ca’ Rossa che si tra viale Vespucci e via Ca’ Rossa, 400 garage e 150 appartamenti per altrettante famiglie. Molte delle quali, spiegano, non ce la fanno più.

Il condominio Ca’ Rossa. «Per noi alzare la recinzione è una necessità», taglia corto Domenico Vianello portavoce del condominio, «provate voi a vivere con gli spacciatori sotto casa». Il comitato ha già ottenuto il sostanziale via libera dal sindaco, ora bisognerà preparare il progetto e mettere mano al portafogli: ci vorranno almeno 30 mila euro da dividere tra tutti i proprietari degli appartamenti e dei garage. «Vede, anche io sono d’accordo, non è giusto recintare tutti i palazzi, ma nel nostro caso non ci sono alternative», dice Vianello, che spiega i suoi motivi. «Siamo tra il centro di Mestre e la Bissuola, in una zona frequentata dagli spacciatori, soprattutto quando cresce la pressione delle forze dell’ordine sull’area del parco», dice. «Per questo recintare è l’unico modo che abbiamo per rendere sicura l’area». Negli ultimi anni sono già state installate dodici telecamere di controllo: qualche risultato è arrivato, ma non la tranquillità.

Sparisce da via Carducci la fermata degli sbandati
GIORNALISTA: Baschieri .AGENZIA FOTO: Candussi.LUOGO: Mestre.DESCRIZIONE: manifestazione di SOS Mestre per le vie del centro città - nella foto via Carducci

I dubbi dell’assessore. «Capisco che chiudere l’area possa fare sentire più sicuri i residenti», dice l’assessore alla Sicurezza Giorgio D’Este dopo aver fatto un sopralluogo nell’area, «ma non c’è un’emergenza tale da rendere l’intervento una necessità». È un modo quello di D’Este - dopo che il sindaco ha già sostanzialmente detto sì a Vianello - per mettere le mani avanti rispetto all’ipotesi di future richieste. «Non può essere questo lo standard, non è che adesso daremo l’ok alla chiusura di tutte le aree residenziali». Anche la Municipalità di Mestre è in attesa di dire la sua, come aveva già fatto nei casi precedenti, accogliendo alcune richieste e bocciandone altre, ad esempio al condominio all’angolo tra via Mestrina e via Costa, dove a dare il via libera era stato poi il Comune, titolare della decisioni definitiva. «Sono richieste che vanno valutate con molta attenzione», dice Vicenzo Conte, presidente della Municipalità di Mestre. «Non appena ci arriverà la richiesta daremo il nostro parere consultivo».

"Vivere con la cancellata? Ora è il paradiso"
GIORNALISTA: Furlan AGENZIA FOTO: Candussi LUOGO: Mestre DESCRIZIONE: condominio dietro BNL in via Mestrina

Chi lo ha già fatto. Ci sono condomini che, in passato, hanno già fatto questa scelta e non hanno intenzione di tornare indietro. È il caso del palazzo della galleria delle Medaglie d’oro tra via Olivi e piazza Barche dove i condòmini hanno chiesto e ottenuto di poter chiudere l’accesso alla galleria, diventata luogo di degrado e ritrovo di sbandati dopo la lenta chiusura del negozi. I cancelli, aperti di giorno, vengono chiusi di notte. Battaglia vinta anche per il condominio La Torre, tra via Mestrina e Corso del Popolo - è il complesso che si trova dietro la BNL - che ha installato le inferriate anti-bivacchi. La domanda l’avevano presentata anche i residenti del complesso edilizio tra via Einaudi e via Manin, ma poi non se n’era fatto nulla.

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