Fermata con i soldi della novantaquattrenne, badante arrestata

Eraclea, l’intervento dei carabinieri dopo la segnalazione di una coppia di anziani. Le banconote erano state segnate per incastrarla

Eugenio Pendolini
La badante si intascava i soldi dei due anziani
La badante si intascava i soldi dei due anziani

I carabinieri l’hanno fermata con le banconote in tasca, prelevate da dentro l’appartamento della coppia di anziani - 94 anni lei, 84 lui - presso i quali lavorava. Non banconote qualsiasi, però. Quei soldi, infatti, erano stati precedentemente fotocopiati dai militari. Verificate che si trattassero degli stessi identici soldi è stato quindi un gioco da ragazzi: è bastato infatti incrociare il numero di matrice.

Soldi spariti dal cassetto

È con l’accusa di furto aggravato che nei giorni scorsi è stata arrestata una donna, 53enne di origini italiane, collaboratrice domestica e badante presso un’abitazione a Eraclea.

La vicenda nasce dopo una denuncia compiuta da una coppia di anziani. I due, marito e moglie, si erano accorti da diverso tempo della scomparsa di alcune banconote dal cassetto dove venivano posizionati i soldi. Fatalità, sempre dopo la visita nella loro casa della collaboratrice.

Così, con il passare dei giorni, avevano deciso di rompere gli indugi e di presentarsi dai carabinieri per sporgere denuncia. Da lì, il suggerimento fornito dai militari: quello cioè di contrassegnare le banconote.

Cosa, in effetti, avvenuta. I carabinieri si sono infatti recati nell’appartamento degli anziani, procedendo alla registrazione alla fotocopia delle banconote. Un modo per cercare di incastrare l’eventuale ladro. Così, gli anziani hanno aspettato. L’occasione si è presentata qualche giorno più tardi.

La trappola per la badante

I due hanno posizionato, come al loro solito, i soldi all’interno del cassetto solitamente utilizzato. Dopo una visita della loro collaboratrice domestica, si sono accorti che i soldi erano scomparsi. Immediatamente è partita la telefonata ai carabinieri che a quel punto sono intervenuti fermando la collaboratrice lungo il tragitto verso casa. Addosso, i militari le hanno trovato banconote per un valore di cento euro e l’hanno arrestata.

La donna, difesa dagli avvocati Marco De Boni e dall’avvocato Nadia Fanchin, è comparsa il 27 febbraio mattina nel tribunale di Venezia per il processo per direttissima. Per la difesa, i soldi avevano un’altra provenienza. Nei suoi confronti, la Procura aveva chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il tribunale, dopo aver convalidato l’arresto, ha invece rimesso in libertà la donna. Sono stati concessi i termini a difesa. Il processo inizierà il prossimo giugno. 

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