Due giorni di blocco produttivo alla Safilo

Continua il braccio di ferro tra dipendenti e proprietà che vuole licenziare 350 persone

SANTA MARIA DI SALA. Due giorni di blocco produttivo totale e uno parziale in programma per venerdì 23. Proteste e azioni dall’inizio di questa settimana alla Safilo di Santa Maria di Sala, dove lavorano oltre 600 operai. Un blocco di produzione quello attuato negli ultimi due giorni, con gli operai messi in ferie forzate a causa di un calo di produzione del 15%. Il lavoro riprenderà oggi.

Qui nelle scorse settimane sono stati annunciati esuberi per quasi 350 persone: lo scorso aprile l’azienda aveva dichiarato di voler produrre entro il 2020 il 70% dei propri articoli in Italia. Gli esuberi nelle sedi italiane sono: 38 a Padova, 206 addetti alla produzione a Longarone (dove nell’aprile 2017 non era stato rinnovato il contratto a 67 lavoratori interinali) e altri 100 a Santa Maria di Sala, che già aveva perso 61 addetti a tempo determinato nel periodo pre–natalizio, a cui non era stato rinnovato il contratto. Per scongiurare i licenziamenti l’azienda ha proposto l’uso di part-time e pre pensionamenti incentivati e inoltre ha chiesto un maggior efficientamento delle attività produttive, anche con possibili cambi dei turni, per accelerare internalizzazione di produzioni fatte esternamente. «Speriamo», spiegano i rappresentanti sindacali, «che il nuovo blocco produttivo in programma il 23 sia solo parziale e non totale e che se possibile venga revocato visto che avremo un nuovo incontro con la direzione il 22 febbraio». (a. ab.)

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