Droga killer, maxi retata nel quadrilatero dello spaccio

Mestre, vasta operazione di polizia per l'indagine sullo spaccio e le morti per overdose
Foto Candussi
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MESTRE. La grande retata contro i mercanti di morte di via Monte San Michele. Centinaia di poliziotti per bloccare i nigeriani che da nove mesi vendono la famigerata “eroina gialla” in questo angolo di città. Liberato un quartiere da una situazione divenuta insostenibile. Una liberazione per gli abitanti arrivati allo stremo e diversi dei quali ieri piangevano perché non credevano più di poter uscire di casa senza inciampare sugli spacciatori che stazionavano, da mattina a sera, davanti la porta.

Il blitz scattato nel primo pomeriggio era mirato a fermare e arrestare i 35 destinatari di misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura Antimafia e destinate a spacciatori che a vario titolo devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, della morte a seguito di altro reato di diversi tossicodipendenti e di lesioni. A ieri sera delle 35 ordinanze richieste dal pm antimafia Paola Tonini, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile, 25 sono state eseguite. Chiusi tre locali che solitamente venivano frequentati e usati come base logistica dagli spacciatori.


L’indagine. L’indagine della Squadra Mobile del dirigente Stefano Signoretti è iniziata poco più di nove mesi fa con le prime morti da eroina. Ce ne sono state una ventina. Tossicodipendenti che hanno acquistato la droga dai pusher di via Monte San Michele. Ottenute le ordinanze di custodia cautelare in carcere per duecento capi d’imputazione totali. E’ stato organizzato il blitz, d’accordo con la Procura, per poter trovare la gran parte degli spacciatori che sono senza fissa dimora e arrivano a Mestre anche da altre province.

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Il blitz. Il questore Danilo Gagliardi è riuscito a mettere insieme quasi 500 uomini per un’operazione che iniziata ieri pomeriggio terminerà questa mattina. Coinvolti gli agenti della Squadra mobile, dei vari commissariati oltre agli uomini del reparto Mobile di Padova e di quello di Bologna, sei unità cinofile di Torreglia, un elicottero del Reparto volo di Tessera, polfer e polizia stradale. L’azione non si è svolta solo in via Monte San Michele, attorno alla quale è stata creata una zona rossa chiusa al transito, ma anche ai giardinetti di via Piave, al Parco di Villa Querini, nell’area dell’ex Ospedale Umberto I, in stazione e nel sottopasso ciclopedonale di via Ulloa e di via Dante.

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L’azione. I poliziotti sono entrati in azione alle 14.41. Una parte da viale Stazione per chiudere via Monte San Michele all’incrocio con via Trento, altri hanno fatto lo stesso bloccando il lato opposto all’altezza di via Monte San Gabriele, Chiusi poi gli accessi a queste vie agli incroci con via Piave, via Stazione e via Trento. Della trentina di nigeriani presenti lungo il tratto della via diventato mercato a cielo aperto di eroina, ne sono riusciti a scappare cinque. Quindi una volta fermati, i presenti sono stati identificati. Un’operazione non facile anche perché molti non avevano documenti con loro. È stato necessario risalire alla loro identità attraverso le impronte digitali. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono stati portati in Questura per la fotosegnalazione. Lo stesso è avvenuto durante i controlli negli altri luoghi.

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Gli abitanti liberati. Ben presto la presenza della polizia e l’elicottero che sorvolava dall’alto la zona ha fatto scendere in strada diversi abitanti della zona. Gente esasperata che ha visto nel blitz una liberazione da una situazione diventata insostenibile. Gente che aveva paura ad uscire di casa, che non faceva andare in cortile i figli o che si trovava nelle cassette delle lettere o sugli alberi del giardino l’eroina nascosta. L’operazione è poi continuata durante la notte, con gli agenti che hanno presidiato la zona e con altri destinatari delle ordinanze rintracciati in stazione o in altri punti della città. —
 

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