Droga e speronamenti, arrestato veneziano per reato di naufragio

Un ragazzo di 24 anni ha aggredito due coetanei. Nella rissa sono stati coinvolti anche due passanti. Il giovane è stato arrestato a Pasqua. In caso la polizia ha trovato della droga

VENEZIA. Un giovane veneziano di 24 anni è stato fermato nel giorno di Pasqua dalla Polizia, dopo una lite scoppiata con due coetanei nella serata di sabato 20 a Sant'Alvise.

Tutto inizia all'Isola della Certosa, dove un gruppetto di veneziani sta cenando in barca. Per futili motivi nasce un diverbio con un coetaneo di 24 anni, B. N., italiano.
 
Far west in laguna
 
Il ragazzo ha pima insultato i giovani, mostrando loro un coltello e una catena antitrancio, per poi raggiungerli e speronarli.
 
 
Nell'inseguimento i ragazzi sono arrivati a Sant'Alvise, mentre l'aggressore tentava di speronarli in barca.
 
 
Quando B.N. è sceso in Fondamenta, era agitato e ha cercato di colpire con la catena alcuni passanti. 
 
Gli agenti, subito intervenuti, hanno proceduto all’arresto del soggetto per il reato di "naufragio", in relazione alle condotte perpetrate a bordo del proprio natante.
 
A seguito di perquisizione personale, sono stati rinvenuti nelle tasche del ragazzo 0,55 gr. di marijuana; altri semi della medesima sostanza stupefacente sono stati rinvenuti presso la sua abitazione.
 
L'arrestato è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
 
A Sant'Alvise
 
Scene da Far West in campo Sant’Alvise sabato verso le 20. Parapiglia generale per l’aggressione da parte di un giovane nei confronti di un anziano e di due ragazzi, picchiati con una catena da barca. 

Grida, inseguimenti, barchini che sfrecciano in rio Fatebenefratelli.

Tutto questo, all’inizio, aveva fatto pensare ad un’azione della solita baby gang. In realtà a iniziare la rissa è stato il conducente molto agitato di un barchino.

Sul posto polizia, carabinieri, polizia locale e sanitari del Suem. Ci sono volute ore alla polizia per ricostruire quanto accaduto.

Tutto sembra essere nato tra Sant’Erasmo e la Certosa dove scoppia una lite tra il conducente di un barchino e due fratelli che viaggiano su un’altra imbarcazione. Ne nasce un inseguimento che termina in rio Fatebenefratelli. Qui, all’altezza del campo di Sant’Alvise attraccano le due imbarcazioni.

L’inseguitore, 24 anni, scende con una cinghia e un coltello. Si mette a picchiare e a inseguire uno dei ragazzi.

Finisce in mezzo anche un passante che si trova sul ponte. L’inseguimento termina quando il ragazzo che scappa dalla furia dell’altro si rifugia in una casa, ma una volta raggiunto viene colpito con una catena.

Non contento l’inseguitore, molto alterato, cerca anche il fratello del primo picchiato. Quando vede arrivare l'aggressore il fratello sale sul proprio barchino e scappa, ma quando è in laguna, davanti a Sant’Alvise, viene speronato dall’altro.

Il ragazzo finisce in acqua e il barchino privo di comando comincia a girare, pericolosamente, su se stesso.

Accanto passano i mezzi di linea. Interviene una volante della polizia che con una manovra rovescia il barchino e così lo ferma.

Nel frattempo l’aggressore esagitato ritorna in campo e non si sa chi voglia picchiare. A quel punto arrivano le forze dell’ordine. Due agenti lo bloccano. Uno dei ragazzi è stato trasportato in ospedale per essere medicato. —





 

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