Down, contro l’ignoranza i banchetti della dolcezza

L’associazione Aipd mobilitata oggi e domani a Mestre, Venezia e in provincia Cioccolato in vendita e un appello: «Offrite occasioni di autonomia ai ragazzi»

MESTRE. Cioccolato fondente in cambio di un contributo di almeno 5 euro per il finanziamento dell’associazione italiana persone down. Oggi e domani in giro per la provincia si celebra la giornata nazionale della persona con sindrome di Down. Punti informativi con distribuzioni di materiali e raccolta di donazioni si tengono oggi e domani a Venezia in campo Santa Stefano (nel pomeriggio e domani) e a San Polo (domenica); a Mestre in piazzetta Coin (oggi e domani), in piazza Carpenedo (domenica mattina) e all’interno del negozio Deichmann presso l’Auchan di Mestre (oggi). Altre iniziative a Marghera, al negozio Sme; alla loggia di Noale e a Mirano in piazza Martiri.

La presidente Silvia Bologna, la coordinatrice Francesca Pinto e Carlo Del Favero hanno presentato nel municipio di Mestre l’iniziativa assieme al vicesindaco Sandro Simionato. È il Comune di Venezia l’unico sostenitore pubblico dell’associazione di 70 famiglie che se ha una sede è grazie all’affitto agevolato concesso dall’Ater per un appartamento di via Spalti.

«Più occasioni per essere messi alla prova», è lo slogan di questa giornata. Carlo, giovane con la sindrome di Down, lo sintetizza con la sua energia: lui lavora per un’azienda, inserisce dati al computer e ora, grazie a Ca’ della Nave, punta a diventare un campione di golf. Altri sette suoi amici hanno un lavoro a tempo indeterminato in città: due ragazzi lavorano alla mensa ufficiali a Venezia, una ragazza è guardasala al Goldoni, un altro svolge l’attività di bibliotecario al seminario patriarcale. Altri due fanno i commessi, una ragazza al negozio Deichmann di Auchan. E poi c’è un quarantenne che opera come maestro in una scuola elementare privata di viale San Marco. Sette con un lavoro fisso, mentre sono 22 i giovani disabili che hanno seguito corsi di formazione e tirocini. Se ci fossero maggiori aiuti e collaborazioni tutti i ragazzi potrebbero svolgere un lavoro e sentirsi, così, autonomi e realizzati. Perché è questo che vogliono, poter essere indipendenti. L’associazione punta sulla loro formazione e la cultura: i giovani seguono anche dei corsi per imparare ad esercitare i loro diritti, da quelli al lavoro a quello al voto. E chiedono una collaborazione con associazioni sportive per corsi in vari sport. «Vogliamo essere messi alla prova», spiega Carlo. L’obiettivo della giornata è anche rimuovere pregiudizi, ignoranza e luoghi comuni che accompagnano le persone con la sindrome di Down. «Dobbiamo garantire a tutti le pari opportunità», ribadisce il vicesindaco Simionato, «togliendo le famiglie dal loro isolamento ed esigendo che la società porti loro rispetto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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