Dopo il blitz, tornano gli spacciatori a Mestre

Le foto dei residenti dimostrano gli scambi di droga in via Sernaglia e in via Piave: «Nella notte scontri con bottiglie in piazzale Bainsizza» 

MESTRE. «Sono tornati». Da via Piave, presidiata da mattina fin oltre mezzanotte dalla polizia locale e tutto il giorno da polizia e carabinieri, fino all’altro affaccio della stazione, tra via Ulloa e piazzale Giovannacci, arrivano segnalazioni sul ritorno di pusher e consumatori di droghe, dopo la quiete portata per alcuni giorni dall’imponente blitz della polizia, che con l’operazione San Michele, ha inferto un durissimo colpo ad una organizzazione di spacciatori nigeriani.



A dirlo sono segnalazioni di cittadini e amministratori pubblici. «Gli spacciatori sono tornati! Questa notte (sabato notte, ndr) intorno alle 3.45 ci sono stati scontri in piazzale Bainsizza con lancio di bottiglie e urla tanto da svegliare il vicinato mentre una decina di nigeriani spacciavano dall'angolo di via Sernaglia lungo tutta via Piave.

Il video in diretta: la retata della polizia nel quadrilatero dello spaccio a Mestre

«Sono sempre gli stessi», è lo sfogo di un residente del quartiere che ha inviato foto e segnalazione al nostro giornale. Il Pd ha la sua sede proprio nel piazzale: «C’è sempre un discreto giro di tossicodipendenti e brutta gente che staziona là», spiega il segretario Giorgio Dodi. In via Piave, altri cittadini hanno notato i consumatori che vagano: «Italiani e smarriti, alla ricerca di una dose e senza i soliti referenti», spiegano.

A Mestre una macchina da spaccio fatta di confraternite e regole
Foto Agenzia Candussi/ Mion/ Mestre, angolo tra via Monte San Michele e via Trento/ Maxi operazione anti-droga


Il problema, ha due facce: da una parte ci sono le bande di spacciatori senza scrupoli su cui indagano le forze dell’ordine senza sosta; dall’altra una clientela che aumenta perché la dipendenza da sostanze oggi interessa tutti gli strati sociali. I cittadini lanciano segnali di allarme agli investigatori che non abbassano la guardia del presidio.

Da Marghera la segnalazione arriva da Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità: «Non si fa sparire un problema così grande con una operazione, straordinaria e lodevole, come quella di Questura e Procura. Perché ci sono altri spacciatori nigeriani in circolazione; ci sono i magrebini che cercano di approfittare del “vuoto” e nell’ombra continuano i loro traffici italiani e albanesi.

Anche io in queste ore ricevo segnalazioni del ritorno dei pusher sull’altro lato della stazione, tra via Ulloa dove c’è l’ex scuola Monteverdi abbandonata, fino a piazzale Giovannacci. Quindi, l’attenzione è massima». Bettin ha proposto alla giunta Brugnaro la costituzione come parti civile nel processo contro i pusher nigeriani che vendevano l’eroina gialla, responsabile di tante overdosi.

E avverte: «Serve una alleanza tra operatori sociali e cittadini per fronteggiare il fenomeno. Serve un ritorno nelle strade anche degli operatori sociali e sanitari, di Comune e Serd, settori nei quali il numero degli operatori è stato fortemente ridotto in questi anni. Il procuratore Cherchi ha segnalato che la risposta deve essere anche di questo tipo». —


 

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