Dolo, Giovane muore soffocato dalla brioche

DOLO. Per dieci giorni la sua vita è rimasta legata a una macchina. L’altro ieri, alle 15, i medici dell’ospedale di Schiavonia hanno comunicato che non c’era più attività cerebrale. I suoi genitori non hanno avuto esitazioni e hanno accettato di far vivere grazie al loro ragazzo tante altre persone sfortunate: hanno detto sì all’espianto degli organi. Riccardo Cattin è morto mercoledì nel reparto di Rianimazione del “Madre Teresa”: aveva 31 anni ed è mancato a quasi dieci giorni da quella tragica colazione in un bar del centro storico di Este.
Era il 17 settembre e Riccardo, affetto da sindrome di Down, si trovava al Salotto 38 di piazza Maggiore con il padre Maurizio. Stavano partecipando alla festa organizzata dal Club Ignoranti in centro a Este: erano arrivati da Dolo a bordo della loro MG cabrio del 1963, iscritti al raduno di auto d’epoca.
«Avevamo la macchina numero 80», racconta papà Maurizio, «io lavoro tutta la settimana e la domenica era il giorno che io e Riccardo dedicavamo ai viaggi. Lui non vedeva l’ora che arrivasse questo momento e anche quella mattina era entusiasta di salire sulla cabrio. Anche perché, dopo il viaggio, sapeva che c’era la colazione, un rito della giornata di festa per noi».

Esposta la vettura all’ammirazione dei curiosi in piazza, padre e figlio si sono accomodati al Salotto 38 e hanno ordinato una brioche a testa: «Stavo sempre attento, perché purtroppo chi è affetto da questa sindrome non riesce sempre a deglutire in maniera corretta. Riccardo ha divorato la sua brioche e si è messo anche a mangiare con gusto anche la mia. Pareva tutto regolare, come sempre. Ma quando ci siamo alzati per uscire dal locale Riccardo ha smesso all’improvviso di respirare ed è crollato a terra». Soccorso dai presenti e poi dai sanitari del 118, il giovane è stato trasportato d’urgenza a Schiavonia: «I medici mi hanno spiegato che parti della brioche hanno ostruito i bronchi, rendendo impossibile lo scambio di ossigeno con il cervello. Da quella mattina mio figlio non ha più ripreso conoscenza».
Mercoledì, visto l’aggravarsi delle condizioni, i medici hanno convocato la famiglia Cattin alle 10. Alle 15 è stata dichiarata la morte cerebrale del ragazzo: «Abbiamo acconsentito alla donazione di fegato, pancreas, reni e cornee», dice papà Maurizio, «ci hanno detto che il fegato di Riccardo ha salvato la vita di un giovane di Pisa affetto da epatite, così come gli alti organi sono stati provvidenziali per altri malati di Padova, Parma e della Puglia. E questo davvero ci dà una grande consolazione».
Riccardo Cattin, oltre al padre Maurizio, lascia mamma Lucia e il fratello Giovanni, 26 anni. Frequentava il centro Anffas di Oriago, era un amante del nuoto. Il funerale sarà celebrato sabato alle 11 nella chiesa di Arino di Dolo.
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