Disegnatore veneto: "Io, nell'inferno dell'aeroporto di Istanbul"

PADOVA. «Sto bene. Domani è un altro giorno». È l’ultimo post pubblicato, martedì sera, da Claudio Calia, disegnatore trevigiano di nascita e padovano d’adozione, che attualmente lavora per BeccoGiallo editore.
Poi, stamattina, la spiegazione arriva con il mezzo che gli è più congeniale: una vignetta.

Il racconto. Si trovava nell’inferno di Istanbul, a pochi passi dalla tragedia che fortunatamente l’ha solo sfiorato. A salvarlo è stata solo una serie di fortunate coincidenze: «Ero partito da Bologna», racconta ora dalla Turchia, «direzione Iraq, e ad Istanbul dovevo solo cambiare volo. Il mio unico pensiero era trovare il gate per ripartire: giravo con questa ossessione in testa senza curarmi delle folle che correvano in direzione opposta. Ho notato distrattamente la confusione, ma sul momento ho pensato a qualche scena di panico all’italiana, in stile ritardi di Trenitalia. Poi è arrivato l’sms del mio editore: “attentato a Istanbul. Stai bene?” diceva. Ho pensato scherzasse.
L'inferno a due passi. Subito dopo ho guardato in basso, accorgendomi in quel momento che al piano sotto di me era pieno di ambulanze, polizia, vetri rotti. Sono stato fortunato: se il mio aereo fosse arrivato poco prima avrei rischiato la vita, se fosse arrivato pochi minuti dopo sarei rimasto bloccato in aereo tutta la notte, come è successo ad una ragazza che doveva ripartire con me. Invece sono potuto scendere ed uscire. Ho ricevuto molta solidarietà dall’Italia: mi hanno ricaricato il telefono ed un’amica padovana mi ha messo in contatto con un’altra amica italiana che vive qui in Turchia. Mi è venuta a prendere, mi ha ospitato per la notte e, conoscendo il turco, mi ha aiutato a fare il nuovo biglietto: dovrei partire stanotte».
Il curriculum. Claudio Calia è nato a Treviso nel 1976 e vive a Padova. Ieri era in viaggio verso il Kurdistan iracheno, con un progetto coordinato dall’associazione “Un ponte per…”, per raccontare la società civile irachena che resiste a guerre e fondamentalismi.
Tra i suoi tantissimi lavori “Porto Marghera – La legge non è uguale per tutti” (BeccoGiallo, 2007), “Dossier TAV – Una questione democratica” (BeccoGiallo, 2012) e “Piccolo Atlante Storico Geografico dei Centri Sociali Italiani” (BeccoGiallo, 2014). Nel 2016 ha illustrato il disco/libro di poesia di Lello Voce e Frank Nemola, “Il fiore inverso” (Squilibri, 2016).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia