Descalzi: "Eni vuole diventare leader della chimica verde"

Un polo distribuito su otto siti: a Porto Marghera la specializzazione sul cracking
Claudio Descalzi, ad di Eni
Claudio Descalzi, ad di Eni

ROMA. «Penso che l'aggregazione di un polo forte della chimica verde abbia spazi incredibili non solo in Italia, su tutti i prodotti italiani, ma anche all'estero. Ci sono praterie verdi su questo versante perché nessuno ha fatto niente e quindi è un fronte che dobbiamo aggredire, ma dobbiamo avere certezze regolatorie e legislative. E siamo noi che dobbiamo spiegare: questo non significa fare lobbying, ma far capire appunto come possiamo fare le cose al meglio. Perciò, credo moltissimo in un agglomerato nella chimica verde».

Così l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista al Sole24ore delinea il futuro delle attività chimiche del gruppo, disegnando per il Cane a sei zampe un percorso sostenibile, fatto anche di rinnovabili e gas, tale da poter far fronte alla crisi del settore petrolifero.

Fonte: ilsole24ore.it
Fonte: ilsole24ore.it

«La commodity petrolio è entrata in una crisi difficile. C'è meno fiducia anche da parte degli investitori istituzionali che di solito hanno posizioni lunghe», sottolinea, spiegando che questo ha lasciato spazio agli speculatori.

«È un mercato senza regole che sta distruggendo l'industria primaria e nel settore energetico ha bruciato 470 mila posti di lavoro in questi tre anni. L'Africa è in grande difficoltà anche per questo - insiste - La mancanza di diversificazione delle economie e l'assenza di una distribuzione della ricchezza contribuiscono alla povertà e ai flussi migratori».

Syndial. "Ora, con la nuova organizzazione - racconta Descalzi al Sole -, abbiamo messo in connessione tutta la società liberando moltissime energie e creando nuovi modelli di sviluppo. Quali? Per esempio, quello che ha collegato Syndial, che si occupa delle bonifiche, alla nuova “gamba” del gruppo che sta lavorando allo sviluppo di progetti sulle energie rinnovabili. Quest’ultima, proprio sfruttando il lavoro della prima, ha trovato una grande opportunità. Finora - spiega l’ad - abbiamo avviato 400 ettari dei 4mila bonificati da Syndial, definito 15 progetti (tutti al Sud tranne uno in Liguria) e investiremo nei prossimi 2-3 anni per realizzare già nel 2018 fino a 220 megawatt di rinnovabili. E lo stesso stiamo facendo in Africa».

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Versalis. Eni cercava un partner e poi quel percorso si è stoppato. Che futuro immagina per la chimica?

"Il percorso della chimica sembra cambiato, ma in realtà è mutato solo il nostro approccio che è di mantenerne il controllo fino alla possibilità di un’Ipo. In questi tre anni i miei colleghi sono stati eccezionali perché la chimica aveva perso per vent’anni, ha lasciato sul terreno 7 miliardi nel giro di otto anni fino al 2014. C’era quindi uno sforzo da fare e non ero sicuro di riuscire a farlo da solo perché raddrizzare una performance così negativa non era semplice anche se credevo e credo molto nel nostro team e nelle strategie. Abbiamo dovuto accelerarle e a un certo punto si è anche pensato di prendere un partner che avesse competenze forti e ci allargasse il mercato".

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