Degrado in via Piave, Lillapois chiude
Martedì sciopero dei negozi di via Trento. Favaretto (Carrozzeria Moderna): anche via Giustizia invivibile, non se ne può più

Una delle prime chiusure del 2018 in città, è quella di Lillapois di via Piave. Il colosso che vende prodotti di bellezza, la cura del corpo e della casa da qualche anno aveva aperto nel tratto finale di via Piave, vicino alla stazione. Un fatto positivo per chi risiede nella zona, ma anche per le attività commerciali che ruotano attorno alla stazione. La maggior parte delle attività della via, infatti, è straniera, mentre i negozi di vicinato, al netto di call center, money transfer, agenzie di viaggi, si contano sulle dita di una mano. A dicembre le offerte, poi è spuntato un cartello: “Vi salutiamo: ringraziamo tutti i nostri affezionati clienti che hanno reso ogni giorno il nostro lavoro più bello creando con noi una famiglia donandoci sorrisi e confidenze. Noi tre vi aspettiamo in viale Garibaldi”. All’interno del grande negozio si ripristinano gli spazi preesistenti, mentre aumentano le vetrine in cui specchiarsi. Ieri pomeriggio all’angolo della strada a fare da palo, ragazzi di colore che spacciavano alla luce del giorno, scambiandosi soldi e bustine sotto gli occhi dei turisti che tornavano e venivano dalla stazione. «Perché hanno chiuso è evidente», spiega un uomo frettolosamente, «mica è facile stare qui, tra furti, aggressioni, basta guardarsi intorno, se si può scegliere, meglio trasferirsi». All’interno lavori di smantellamento: gli addetti spiegano che si tratta di una scelta della catena che sta spostando alcune attività in zone più remunerative. Scelte aziendali, insomma. Sulla chiusura è intervenuto il portavoce del Cmp Luigi Corò: «Amareggia constatare che si spegne un’altra vetrina in via Piave e il degrado avanza a due passi dalla stazione». Una situazione che rimane calda quella dell’area tra via Piave, via Cappuccina e le vie limitrofe, tra cui via Trento e via Monte San Michele. A protestare, nei mesi scorsi, era stato il titolare della trattoria La Tana di Oberix che fa angolo con via Monte San Michele, il quale aveva scritto anche una lettera al prefetto nella quale raccontava i suoi problemi quotidiani.
Due giorni fa ad essere stato aggredito da un gruppo di stranieri di colore, è stato il titolare della pizzeria Carina, sempre in via Trento, dietro la stazione ferroviaria di Mestre. Da qui la vibrata protesta. Martedì i commercianti di via Trento, hanno deciso di scioperare per protestare contro il degrado e la situazione che si è venuta a creare e che - a detta di molti - non migliora.
Via Piave è stata inserita all’interno del futuro Distretto commerciale di Mestre, che ha visto comune e categorie partecipare a un bando della Regione che consentirà in futuro di prendere parte a progetti di rivitalizzazione e ottenere finanziamenti importanti, specialmente oggi.
«La situazione in via Giustizia è invivibile», spiega il titolare della Carrozzeria Moderna, Paolo Favaretto, «non ne possiamo più, siamo arrabbiatissimi e stiamo seriamente pensando anche noi di andarcene via dal momento che non sappiamo proprio più a che santo votarci. C’è talmente tanta brutta gente e delinquenza che la sera dobbiamo accompagnare i nostri clienti perché da soli non si fidano a venire e tornare a casa. Drogati e sbandati hanno ricominciato ad andare nell’ex falegnameria Rosso, tutte le sere ci suona l’allarme, la situazione è diventata ingestibile. Se il Comune non trova davvero una soluzione, leveremo le tende».
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