Cromatura Piavense piano di bonifica dopo la condanna

MUSILE. Inquinamento alla Cromatura Piavense: dopo la prima condanna in Tribunale, adesso la priorità è completare la bonifica del sito. «Come amministrazione comunale stiamo lavorando insieme alla...
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - MUSILE DI PIAVE - CROMATURA PIAVENSE
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - MUSILE DI PIAVE - CROMATURA PIAVENSE

MUSILE. Inquinamento alla Cromatura Piavense: dopo la prima condanna in Tribunale, adesso la priorità è completare la bonifica del sito. «Come amministrazione comunale stiamo lavorando insieme alla Regione, all’Arpav e alla Città metropolitana per concertare questo piano di bonifica», annuncia l’assessore all’ecologia Alferio Persico.

Sono trascorsi ormai quasi nove anni dalla scoperta nel sito di un grave inquinamento da cromo esavalente, nichel e altri metalli preziosi, come certificato dalle analisi dell’Arpav. Ma il caso è tornato di strettissima attualità, dopo che per questa vicenda la scorsa settimana è arrivata la prima sentenza penale. Il Tribunale ha inflitto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione all’imprenditore Leandro Trentin (56 anni, di Castelfranco Veneto), amministratore di fatto della Cromatura Piavense. Mentre l’iter giudiziario proseguirà quasi certamente in appello, a Musile tiene banco la necessità di ultimare la bonifica. Si sta predisponendo la presentazione di un progetto di messa in sicurezza e pulizia del sito. Ma si tratterà di capire chi materialmente lo eseguirà. Se non lo dovesse fare la proprietà, dovrà anticiparne l’esecuzione il Comune, che per la vicenda della Cromatura Piavense ha ricevuto in passato un prestito di circa 750 mila euro dalla Regione, che l’ente sta restituendo a poco a poco. Una parte di questa somma è già stata spesa per eseguire delle opere.

In effetti, gli interventi più urgenti di messa in sicurezza e asportazione dei liquidi sono stati fatti, parte dal Comune e parte dalla ditta. «Ma la bonifica del sito non è assolutamente completata», spiega l’assessore Alferio Persico, «sono state svuotate le cisterne e portato via il liquido. Ma bisognerà finire le operazioni di bonifica. In questo momento Regione, Arpav, Città metropolitana e Comune stanno lavorando per concertare questo piano di bonifica». Il tipo di intervento dipenderà anche da quali saranno le lavorazioni a cui sarà destinato in futuro il sito di via Emilia.

Giovanni Monforte

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