Crollo, chiusa la chiesa di San Girolamo

MESTRE. Chiusa la chiesa di San Girolamo per la caduta dello stucco veneziano di cui è rivestita. Il crollo si è verificato lunedì nel tardo pomeriggio, per fortuna senza che nessuno si facesse del male. A staccarsi dalla facciata principale della chiesa più antica di Mestre, il gioiellino del tredicesimo secolo dove nell’ultimo anno ha celebrato messa anche don Franco De Pieri proprio su richiesta dell’arciprete del Duomo, don Gianni Bernardi, è stata una parte della base del timpano, venuta a terra e frantumatasi sul porfido.
Ieri i vigili del fuoco, accorsi prontamente lunedì, hanno transennato la parte esterna e apposto il divieto di passaggio. Appeso all’entrata della chiesa, che è irraggiungibile, un cartello in cui si spiega che per ora le funzioni verranno sospese. Un duro colpo per la parrocchia di San Lorenzo di cui fa parte. La chiesa di San Girolamo è la più antica della città, secondo la tradizione è stata edificata nel 1262 sul luogo in cui sorgeva la cella di un eremita e consacrata diverse decine di anni dopo. È anche una delle più gettonate per i matrimoni, proprio per la sua bellezza e il suo fascino e ospita, tra le altre, il “crocifisso miracoloso”. Nel presbiterio è, infatti, conservato il crocifisso in legno di cedro, del XV secolo, che avrebbe miracolosamente obbligato i barcaioli che lo stavano trasportando verso la chiesa di San Lorenzo, a fermarsi a San Girolamo.
«La facciata esterna», spiega il parroco don Gianni Bernardi (nella foto) «è fatta di materiale povero, stucco veneziano che in questi anni si è impregnato di pioggia e di umidità, ed è evidentemente marcito. Lunedì pomeriggio sono caduti dei pezzi, che poi si sono frantumati a terra». Prosegue: «I vigili del fuco sono gentilmente intervenuti per ripulire dove serviva e hanno transennato l’entrata. Per ora abbiamo provvisoriamente sospeso le celebrazioni in attesa di realizzare un piccolo portico davanti al portone d’ingresso, in modo che se dovesse cadere un pezzo, nessuno si faccia male, mentre la chiesa resterebbe transennata». Spiega: «È la più antica di Mestre, risale al tredicesimo secolo, anche se la facciata è Ottocentesca».

Di antiche ce ne sono altre, come la chiesa di San Martino a Campalto, la chiesetta di Sant’Elena e l’antica torre di Ca’ Noghera, ma la chiesa di San Girolamo è in assoluto la più vetusta della città. «Trent’anni fa c’è stato qualche intervento di restauro. Qualche anno fa è stata ristrutturata la cella campanaria, restaurata e rinforzata. Adesso attendiamo di capire cosa dirà la Sovrintendenza, che è già stata contattata». Così come l’ufficio manutenzione chiese.
A cedere la base allargata del triangolo isoscele del timpano della facciata (dove è stato fatto un lavoro contro i piccioni) che si è dimostrata fragile agli agenti atmosferici, tanto che il materiale di cui è rivestita negli anni ha bevuto acqua e umidità ed è rimasto segnato. Sui costi, gli interventi, il restauro, don Gianni non si esprime, è ancora troppo presto. Quel che si sa, però, è che serviranno grosse somme di denaro. «Solo mettere su le impalcature costa tantissimo», chiarisce, «è una delle chiese più amate di Mestre, spero che la parrocchia si senta responsabilizzata, così come tutta la città, auspico che ci sia l’orgoglio l’attenzione e il desiderio di fare qualcosa. Ora stiamo a vedere, poi chiederemo il sostegno di tutti: la prima preoccupazione è stata mettere in sicurezza l’entrata per evitare che qualcuno si faccia male». .
Una volta che gli enti coinvolti si saranno espressi e saranno stati fatti i sopralluoghi del caso, si potrà anche quantificare la spesa per restaurarla e gli interventi necessari.
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