Contratto bocciato, il Comune tira dritto

L’assessore Romor: «Progetti speciali essenziali». I sindacati: «È un atto gravissimo, andremo di nuovo in Tribunale»
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, piazza Ferretto/ Manifestazione dei comunali
Foto Agenzia Candussi/ Chiarin/ Mestre, piazza Ferretto/ Manifestazione dei comunali
Annullato dal giudice ma ancora in vigore, per scelta unilaterale del Comune. Per l’amministrazione è l’unico modo per garantire la continuità dei servizi. Per le organizzazioni sindacali è l’ennesimo atto di sfida, dopo che nei giorni scorsi il tribunale del Lavoro aveva dichiarato illegittimo - e annullato a causa del comportamento antisindacale del Comune nel corso delle trattative - il contestato accordo decentrato di lavoro dei 2800 dipendenti comunali firmato dal Comune con la sola Cisl.


Ieri, durante una riunione convocata d’urgenza, la giunta ha deciso, nelle more della trattativa, di adottare un «atto unilaterale in via provvisoria per dare continuità ai servizi per cittadini ed imprese». E con la stessa delibera ha incaricato l’Avvocatura civica di impugnare il provvedimento del Giudice che ha annullato il contratto decentrato, «confidando che le tesi del Comune possano essere valutate meglio e più approfonditamente rispetto ai limiti tipici della fase sommaria svoltasi fino ad ora». Una decisione che ha fatto infuriare le organizzazioni sindacali, dopo che nei giorni scorsi era arrivata la convocazione per riaprire il confronto sindacale, e a fronte della decisione del tribunale del Lavoro l’impressione era che il Comune potesse scegliere una strada diversa rispetto quello che, fino a quel momento, veniva considerato un inutile braccio di ferro. «Questa decisione», spiega l’assessore al Personale Paolo Romor, «è un atto dovuto, per non determinare un “pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa”. La giudice del lavoro ha annullato la pre-intesa sottoscritta il 27 aprile e in particolare la parte riguardante la performance e la destinazione delle risorse variabili, dalla quale è tuttavia derivata l’organizzazione tutta del lavoro e la definizione degli obiettivi del comparto. Tale vacatio genererebbe un grave nocumento all’Amministrazione e ai dipendenti tutti, che vedrebbero pregiudicate le azioni e le legittime aspettative nascenti dal modello organizzativo». Con la decisione del Comune quindi, nonostante l’intervento del tribunale del lavoro, il contratto decentrato resta in piedi.


Il Comune vuole salvaguardare «le esigenze dell’amministrazione, in particolare quelle legate alle sicurezza della città, che nei prossimi 30 giorni sarà sede anche di importanti eventi», come la Mostra del Cinema o la Regata storica. Atto unilatera e impugnazione alzano però il livello dello scontro. «È un atto gravissimo», dice Daniele Giordano della Cgil, «l’atto unilaterale è uno strumento tecnico usato dal Comune per non applicare la sentenza, e i servizi speciali del contratto decentrato non rientrano tra quelli che, come sostiene il Comune, possano provocare “pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa”. Le manifestazioni in programma si possono gestire anche senza i progetti speciali».


C’è poi l’aspetto dell’impugnazione. «Usano la leva giuridica per condizionare le trattative», aggiunge Giordano, «le riaprono ma allo stesso tempo impugnano la sentenza del giudice». Le organizzazioni sindacali stanno preparano la contromossa, ma di sicuro, come spiega Luca Lombardo del Diccap, «con questo passo intollerabile l’amministrazione ha di fatto stracciato nuovamente le relazioni sindacali e messo un veto sulla contrattazione che invece il giudice ha ordinato di riavviare». Contro l’atto unilaterale potrebbero tornare a bussare alle porte del Tribunale. Iniziativa anche di Ottavio Serena e Renzo Scarpa, consiglieri del Gruppo misto, che hanno scritto a tutti i consiglieri invitando la giunta a rispettare la decisione del giudice.


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