Contorta, progetto irragionevole le motivazioni della sentenza Tar

Annullati per illegittimità i provvedimenti del Comitato portuale, del presidente e della Capitaneria Brugnaro: «Avanti con lo scavo delle Tresse». Ora le associazioni fanno appello al governo
Di Alberto Vitucci
La supernave MSC Divina mentre transita nel bacino san Marco, Venezia, 21 settembre 2013. ANSA/ANDREA MEROLA
La supernave MSC Divina mentre transita nel bacino san Marco, Venezia, 21 settembre 2013. ANSA/ANDREA MEROLA

«Carenza di istruttoria, erroneità dei presupposti, irragionevolezza e contrasto con i criteri di sana amministrazione». Parole durissime, quelle usate dai giudici del Tar Veneto, nella sentenza che ha bocciato il progetto di scavo del canale Contorta. Ipotesi su cui l’Autorità portuale di Paolo Costa ha puntato da almeno tre anni, come «unica soluzione possibile al traffico delle grandi navi a San Marco». Motivazioni che i giudici del Tar (Bruno Amoroso, Alessio Falferi e Enrico Mattei) hanno smontato punto per punto. La procedura seguita per mandare avanti il progetto del Contorta, argomentano i magistrati, è «illegittima». Sono state accolte tutte le osservazioni presentate nei tre ricorsi dal Comune (sindaco Giorgio Orsoni) e dall’associazione Ambiente Venezia nel 2013 e nel 2014. Annullati i provvedimenti del Comitato portuale (26 settembre 2013) che aveva deciso lo scavo da 150 milioni di euro ritenendolo «l’unico studio completo ed esaustivo». Annullato anche il decreto della Capitaneria di porto che pochi mesi più tardi, il 5 dicembre del 2013, recepiva quell’indicazione. E infine il decreto firmato dal presidente Paolo Costa il 12 agosto del 2014 e dava il via alla procedura.

Il Tar fa tabula rasa delle polemiche degli ultimi tre anni e accoglie in toto le obiezioni che i comitati avevano inviato al ministero. Non si poteva insomma prendere quella strada, argomentano i giudici amministrativi, senza confrontare prima le alternative, senza consultare il Comune. Mandando avanti un progetto in contrasto con la Legge Speciale e mai inserito nel Piano portuale. Anche la competenza della Capitaneria viene contestata. «Sulla laguna», si legge nella sentenza, «è competente il Magistrato alle Acque». «Scelta aprioristica», quella del Contorta. Che non ha tenuto conto della necessità, richiamata dal decreto Clini Passera del 2012, di tutelare l’equilibrio della laguna. Uno stop che le associazioni salutano con soddisfazione, annunciando adesso un appello al governo e nuovi esposti alla Corte dei Conti per i ritardi e il danno erariale. Secondo il sindaco Luigi Brugnaro, che ha firmato un comunicato congiunto con il presidente Costa, questa sentenza rafforza l’ipotesi dello scavo delle Tresse, per far passare le navi per il Vittorio Emanuele. «Il progetto del Lido invece non è per noi di interesse pubblico». «Dispiace che il sindaco non appoggi il nostro progetto», dice Cesare De Piccoli, proponente del nuovo terminal al Lido, «ma certo l’iter non si potrà fermare. E il Tar ha ribadito oggi quello che noi diciamo da anni».

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