Conti in tasca ai lavori del tram Il Consiglio si divide sulle cifre
Via libera della maggioranza del consiglio comunale alla delibera della Giunta che aggiorna il costo per la nuova rete tramviaria di 19 milioni di euro, con l’aggiunta di una mozione presentata dalla stessa maggioranza in cui si impegna sindaco e assessori competenti a «concordare con Pmv, ogni opportuna verifica di affidabilità delle tecnologie scelte per il tram della TransLohr, alla luce dei problemi che stanno sorgendo nelle città di Padova e Clermont Ferrand (Francia) che lo stanno già sperimentando con non pochi problemi. Il costo complessivo dell’opera lievita così a 182 milioni di euro, dei quali il 60% a carico della Stato e il 40% di Pmv attraverso un mutuo contratto con le banche e la contestuale rinegoziazione della convenzione con Actv.
La fetta maggiore del piano aggiuntivo dei costi sarà assorbita dallo spostamento dei sottoservizi (7 milioni di euro), in particolare della rete del gas e della condotta dell’acquedotto che, per l’occasione, sarà finalmente rinnovata con tubi di fibra plastica al posto della vecchia e malridotta condotta di cemento-amianto. Il restante dei 19 milioni serviranno alla costruzione di un secondo piccolo deposito al capolinea di Marghera; l’ampliamento di quello di Favaro in modo da poter ospitare tutte le 24 vetture del TransLhor e la dotazione delle fermate di un servizio di telecamere e altoparlanti per garantire sicurezza e informazione ai passeggeri in attesa. Con l’approvazione di questa delibera (27 voti favorevoli, 6 contrari, 1 astenuto) - come ha detto ieri l’assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi - «c’è ora la certezza che i lavori del tram non si fermeranno per problemi ai sottoservizi».
Naturalmente, non si possono escludere altri aggiornamenti del piano finanziario, dovuti - come ha ripetuto anche ieri i consiglieri di maggioranza, Beppe Caccia (Verdi) - al fatto che a suo tempo la Giunta di Paolo Costa «è stata costretta, come quella di Padova, a scegliere il tram sperimentale della TransLhor in quanto era tassativamente previsto dal decreto di finanziamento dell’opera voluto da Lunardi, l’allora ministero dei Lavori Pubblici del governo Berlusconi». Con il voto di ieri in consiglio si garantisce la continuità e l’aggiornamento dei lavori per la realizzazione dell’intera tratta della linea tramviaria che andrà da Favaro a Marghera. Ad agosto, come previsto, dovranno partire i cantieri in via Olivi e nel prossimo autunno dovrebbero concretizzarsi anche i progetti esecutivi per i due tunnel previsti (via Rizzardi-stazione Ferroviaria e sotto via Martiri della Libertà), il nuovo ponte di San Giuliano (per il quale Veneto Strade ha già stanziato 29 milioni di euro, che si sommano ai 3 che spenderà il Comune per un totale di 32 milioni di euro, e si appresta a indire la gara d’appalto) e due sottopassi (sotto via San Donà e via Orlanda-14 bis).
Il consiglio comunale ha bocciato a maggioranza tutte le mozioni e gli emendamenti proposti da Saverio Centenaro e Antonio Cavaliere (FI) che chiedevano finanziamenti aggiuntivi per l’arredo urbano riferito e modifiche al tratto della linea sul ponte della Libertà). Voto contrario anche di Alberto Mazzonetto (Lega), che ha definito il progetto del tram «un pozzo senza fondo che procede per lotti e con continui e imprevedibili aggiornamenti di spesa». Respinta anche l’accusa di Centenaro, secondo il quale i lavori del tram «stanno già comportando e comporteranno aumenti del biglietto del bus». «Una critica infondata - ha detto Beppe Caccia - poiché la politica tariffaria del trasporto pubblico la decide il Comune che, in proposito, ha già un suo piano tariffario con forti agevolazioni e prezzi contenuti che non hanno uguali altre città italiane».
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