Confiscate le tre ville del "tesoretto" di Maniero

Gli immobili, posti sotto sequestro a gennaio, sono stati acquistati con una piccolissima parte dei proventi accumulato dall'ex boss della mafia del Brenta
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CAMPOLONGO. Gli uomini del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza stanno eseguendo un decreto di confisca di beni emesso dal tribunale di Venezia che riguarda tre immobili riconducibili all'ex boss della mafia del Brenta Felice Maniero. Gli immobili, per un valore complessivo di 17 milioni, si trovano in Toscana, nelle province di Lucca, Pisa e Firenze, e furono già sequestrati agli inizi del 2017. 
 
In quell'occasione furono emesse due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un prestanome (il cognato di Maniero) e di un promotore finanziario.
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Sia il prestanome sia il promotore finanziario sono entrambi detenuti e imputati al processo in cui devono rispondere di riciclaggio di proventi illeciti e intestazione fittizia di beni, aggravati dalla finalità di agevolare Felice Maniero.
 
I due, sostiene la Gdf, avrebbero gestito circa 33 miliardi di vecchie lire del patrimonio illecito del capo della mala del Brenta. Con questa piccola parte del patrimonio del boss hanno agito, acquistando i 3 immobili confiscati oggi: operando attraverso una serie di rapporti finanziari, anche in Svizzera, dove il denaro veniva trasportato ricorrendo agli spalloni, e accendendo conti cifrati. Su uno di questi, denominato 'Monastero', furono depositati nel 2003 4,3 milioni provenienti tra l'altro da un altro conto svizzero aperto nel 1994-95.
 
Con la confisca di oggi, il Tribunale ha ritenuto sussistente il presupposto di pericolosità sociale di Maniero sulla base dell'«accertata e costante dedizione alla consumazione di reati in forma continuata ed organizzata, sia nell'ambito del settore degli stupefacenti che nel campo dei reati contro il patrimonio».
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 I tre immobili confiscati, sulla base degli ulteriori accertamenti svolti dai finanzieri, sono stati ritenuti di valore sproporzionato rispetto al reddito dichiarato dai due soggetti a cui erano intestati. Si tratta di una villa con piscina nel comune di Santa Croce sull'Arno, di una casa al mare a Marina di Pietrasanta e di una villetta nel comune di Fucecchio.

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