«Comune: cancellati i permessi per le malattie»

La Cgil: ennesimo attacco del sindaco Brugnaro ai diritti dei lavoratori, siamo pronti a ricorrere all’autorità giudiziaria. A Ca' Farsetti clima sempre più teso tra dipendenti e giunta
Interpress/Mazzega Venezia, 19.05.2016.- Manifestazione dipendenti Funzione Pubblica.- Nella foto a San Felice
Interpress/Mazzega Venezia, 19.05.2016.- Manifestazione dipendenti Funzione Pubblica.- Nella foto a San Felice

VENEZIA. Si apre un nuovo fronte polemico tra Comune e sindacati dei dipendenti di Ca’ Farsetti, questa volta sui permessi di malattia per i dipendenti comunali per visite specialistiche o esami durante l’orario di lavoro. I sindacati denunciano che è arrivato lo stop della Giunta Brugnaro anche a un diritto acquisito da tempo dal personale di Ca’ Farsetti. Una decisione che -in un clima già tesissimo nei confronti dell’Amministrazione per la disdetta unilaterale del contratto integrativo e la mancata erogazione del salario accessorio - suscita aspre proteste da parte dei sindacati.

Scelte. «La scelta del sindaco» dichiara Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil «di cancellare i permessi per malattia è grave e sbagliata. Contrasta non solo con il benessere dei lavoratori ma anche con le norme legislative. È infatti di due anni fa la sentenza del Tar che chiarisce che i permessi per malattia non possono essere cancellati “nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all'orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”. E il decreto legge 165/2001 prevede che «nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura che hanno svolto la visita».

Minaccia di ricorsi legali. «Come organizzazione se non verrà immediatamente ritirata questa scelta saremo costretti a rivolgerci all’autorità giudiziaria per richiedere il rispetto di diritti riconosciuti dalla legge». Sulla stessa linea anche i Cobas autorganizzati: «Questo è solo l'ultimo segnale di "un'Amministrazione sempre schierata al fianco di noi lavoratori in un'ottica di reale difesa dei nostri diritti..."».

L’assessore contrattacca. Contesta la versione sindacale l’assessore comunale al personale Paolo Romor: «Non è assolutamente vero che il sindaco abbia dato mandato di cancellare i permessi per malattia. Infatti, nel caso di assenze per malattia per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici, il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all'orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica. In tal caso l'assenza dell'intera giornata è giustificata con malattia, con conseguente applicazione della relativa disciplina. In alternativa l'assenza della giornata può essere giustificata con un permesso per documentati motivi personali, ove ne sussistano i presupposti nella misura di tre giornate all'anno e possono essere anche richiesti permessi orari con recupero di ore straordinarie prestate o permessi brevi a recupero entro 36 ore annue. Infine, in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre assimilabili, sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia i relativi giorni di ricovero ospedaliero o di day -hospital ed i giorni di assenza dovuti alle citate terapie».

La comunicazione ufficiale. La Cgil contro replica diffondendo la comunicazione ufficiale del Direttore Programmazione e controllo del Comune Maurizio Carlin in cui si legge testualmente: «Si comunica che ha a seguito dell’adozione del contratto decentrato, a decorrere dal 18 luglio, non sono più previsti permessi per visite mediche». 

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