Comunali, lunedì la firma dell’integrativo

Lunedì pomeriggio sarà firmato il contratto integrativo tra commissario e organizzazioni sindacali, ma il clima non è dei più sereni tra i dipendenti del comune di Venezia dopo l’esito del referendum che ha visto prevalere i favorevoli per soli 17 voti (1033 contro 1016 si 3236 aventi diritto).
Al tavolo con il commissario Vittorio Zappalorto siederanno Cgil, Cisl, Uil e Csa mentre fuori dalla stanza, da sempre contrari all’accordo, resteranno quelli del Diccap. «Forse non siamo riusciti a far capire la bontà dell’accordo», spiega Mauro Ragno, della Uil, «ma i lavoratori si renderanno conto in busta paga che non riceveranno meno soldi di prima». C’è chi sostiene che, di fronte a una spaccatura così netta, e una vittoria così di misura, i sindacati confederali dovrebbero fare un passo indietro. Ma Ragno spiega: «Anche se per poco hanno vinto i favorevoli all’accordo e quindi l’accordo va firmato. E un secondo dopo la firma ci si siede intorno a un tavolo per contrattare la parte economica integrativa del 2015». Perché l’accordo oggetto delle polemiche di questi giorni riguarda infatti gli ultimi due mesi dell’anno. «Sono state raccontate tante cose sbagliate in questi giorni, come l’incidenza della produttività vincolata al giudizio di merito espresso dai dirigenti che può incidere, solo nei casi peggiori, con una penalizzazione del 6%, somme davvero esigue». Anche per Sergio Chiloiro (Cgil) non c’è altra strada che quella verso il tavolo della firma.
«Non è giusto che l’abbia vinta chi ha perso», dice con una battuta, «perché anche se per pochi voti, hanno vinto i sì e poiché non si trattava di un sondaggio ma di un pronunciamento dei lavoratori e che quindi va rispettato. Mi dispiace per chi aveva puntato tutto sul no. «C’è stato un clima di tensione eccessiva su questo voto», aggiunge Chilorio, «sul quale sarà bene aprire una riflessione». Un clima che si arroventa anche in previsione del fatto che, a marzo, i dipendenti comunali saranno chiamati a rinnovare le rappresentanze sindacali unite (Rsu) e la campagna elettorale si giocherà proprio su temi come il contratto integrativo. Tra coloro che chiedono ai sindacati di fare un passo indietro rispetto alla firma dell’accordo c’è, in prima fila, il Diccap.
«L’esito del referendum è una chiara bocciatura dei sindacati confederali schierati per il sì», dice Chiara Scarpa, «perché moltissimi lavoratori hanno votato contro non perché male informati ma perché ritengono che questo accordo sia peggiorativo rispetto a quello precedente sui progetti speciali, e la parte di produttività legata alla valutazione dei dirigenti. Noi non firmeremo l’accordo e riteniamo giusto continuare la nostra battaglia». (f.fur.)
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