Cittadinanza onoraria a 36 figli di stranieri

MIRANO. Dopo Spinea, anche Mirano è pronta a dare la cittadinanza simbolica ai figli di stranieri nati in Italia e residenti in città. Il cosiddetto “ius-soli” riguarderà all’inizio 36 minori, tutti figli di stranieri, ma nati in Italia e iscritti all’anagrafe miranese. Frequentano le scuole di Mirano, sono perciò ben integrati con gli italiani di sangue: 15 frequentano gli ultimi due anni delle elementari, 18 le medie e tre le superiori.
Riceveranno una pergamena che attesta l’acquisizione della cittadinanza simbolica e la Costituzione della Repubblica italiana. Il conferimento non ha alcun valore legale, ma come già accaduto nella vicina Spinea, vuole sottolineare la piena appartenenza alla comunità miranese di figli di cittadini stranieri nati in Italia. Il sindaco Maria Rosa Pavanello aveva seguito da vicino l’iter per il conferimento della cittadinanza simbolica a Spinea, partecipando anche alla cerimonia organizzata poche settimane fa dal collega Silvano Checchin e dall’assessore alla cultura spinetense Loredana Mainardi.
Ora farà lo stesso nel suo comune, grazie anche al coinvolgimento del centro per la pace e la legalità “Sonja Slavik” e dell’associazione marocchina per la cultura e lo sviluppo, che a Mirano ha da anni un certo peso e decine di aderenti. Le prime cittadinanze simboliche verranno conferite il 30 maggio in Corte di Villa Errera, alle 15, durante una cerimonia pubblica che coinvolgerà anche gli istituti scolastici di Mirano.
«Lo facciamo per promuovere il pieno inserimento dei giovani stranieri nella nostra comunità», spiega il sindaco Maria Rosa Pavanello, «occorre che siano loro riconosciuti i diritti e i doveri di un cittadino italiano, perché possano essere protagonisti positivi della costruzione della società in cui vivono e il riconoscimento a questi giovani della cittadinanza può agevolare un percorso di integrazione reale».
Nella delibera che istituisce il riconoscimento si leggono le motivazioni della scelta, seguita anche dal Comune di Venezia: «La Convenzione Europea sulla nazionalità conclusa tra gli stati membri del Consiglio di Europa il nel 1997, firmata, ma ancora in attesa di essere ratificata da parte del nostro Paese, è previsto che ciascuno Stato faciliti, nell’ambito del diritto interno, l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul suo territorio e ivi residenti legalmente e abitualmente”. La Costituzione inoltre garantisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge».
Filippo De Gaspari
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