Cinque spacciatori presi dai carabinieri a Marghera: allontanati dalla provincia
La banda operava vendendo eroina nelle aree industtiali dismesse. Mestre resta la capitale delle morti per overdose

Marghera, supermarket della droga al posto delle fabbriche
MARGHERA. Alcune misure cautelari nei confronti di persone dedite allo spaccio di eroina a Marghera sono state eseguite dai carabinieri.
Le ordinanza della misura cautelare del divieto di dimora nella Provincia di Venezia sono state emesse dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Venezia nei confronti di cinque tunisini ritenuti responsabili, a vario titolo, della gestione di una attività di spaccio di eroina nelle aree industriali dismesse di Marghera.
Su di loro i carabinieri hanno svolto varie indagini sin dall'estate scorsa. I militari hanno documentato centinaia di cessioni di droga a tossicodipendenti che venivano effettuate, in particolare, nelle aree industriali dismesse del polo petrolchimico.
L'indagine partita da un controllo a un tossicodipendente che si aggirava nella zona dell'edificio ex sede della "Sirma", fabbrica di materiali refrattari attualmente in disuso e occupata in maniera stabile e abusiva ormai da anni da sbandati in cerca di rifugio.
Nella terraferma veneziana, cioè nella stessa area dove operava la banda, vi è stato, nell'ultimo periodo, un incremento sensibile dei decessi per overdose da eroina con 14 casi avvenuti nell'ultimo anno.
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