"Ci ha salvato in laguna. Grazie ancora Sindaco!"

Una famigliola in difficoltà durante una gita in barca è stata avvistata e fatta rimorchiare da Luigi Brugnaro che tornava da un impegno istituzionale. "Gentilissimo e simpatico con i miei figli impauriti"
VENEZIA. «Beh è capitato davvero nel momento giusto con una gentilezza e una simpatia fuori dal comune». Una “operazione di soccorso” in regola quella portata a termine dal sindaco Luigi Brugnaro ieri pomeriggio in laguna: mentre tornava a bordo della lancia comunale da un impegno istituzionale si è accorto di una barca in difficoltà. L’ha detto al responsabile della lancia e gli ha chiesto di accostarsi.
Di fronte a lui una famigliola in difficoltà dopo che la barca su cui viaggiavano, una toppetta, era rimasta senza benzina nel trafficato canale portuale tra il Lido e la Certosa.
 
 
«Eravamo davvero in difficoltà», spiega Gianluca Rossetti, che a bordo aveva anche la moglie e i figli, «avevamo allungato la gita ed eravamo restati senza benzina in un punto trafficato. Avevo fatto segnali ad alcuni taxi ma nessuno si era fermato. Ci avevo quindi rinunciato e stavo per chiamare un amico che venisse con una tanica, ma chissà quanto ci avrebbe messo e il pericolo era che la barca si trovasse sulla rotta di qualche lancione turistico che ci riempisse di onde. Poi, quando iniziavo a preoccuparmi su serio, mi sono visto davanti il sindaco che mi ha chiesto: “Cosa succede? Possiamo dare una mano?”. L’avrei voluto abbracciare».
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Gianluca ha spiegato in breve la situazione: «Gli ho detto: “Signor sindaco, siamo rimasti senza benzina. Lui mi ha sorriso e ha detto: “Vuoi che ti trainiamo?”. Al che gli ho risposto che se mi avessero trainato fino al benzinaio di Riviera San Nicolò mi avrebbero davvero fatto una gentilezza».
Detto, fatto. Brugnaro ha dato ordine agli impiegati comunali di gettare una cima alla toppetta e ha fatto trainare pian piano la barca in difficoltà fino al benzinaio.
 
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«È stato simpaticissimo anche con mio figlio piccolo, che era rimasto impaurito», spiega Gianluca, «gli ha chiesto come si chiamava e quando lui gli ha risposto tremante, gli ha detto che era proprio un bel nome e che ora poteva stare tranquillo perché tutto andava bene».
In pochi minuti la famigliola era in salvo. «Non finirò mai di ringraziarlo», conclude Gianluca, «oltre a un buon occhio per accorgersi di noi ha dimostrato gentilezza, competenza e simpatia con i bambini. Grazie ancora!».
 
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