Chiusa a Mestre l’osteria La Pergola, arriva la coop Controvento

MESTRE. È alto il turn over dei locali in città, tra chi cede il passo e leva le ancore perché non ce la fa più, e giovani che si lanciano in nuove avventure, tentando qualche cosa di diverso che solletichi i palato e spinga a mettere mano al portafogli.
Pergola chiusa. Da qualche settimana in via Fiume ha chiuso uno dei più noti ristoranti della zona, l’osteria La Pergola, un pezzo di storia della città, per l’atmosfera, la location e anche per il nome. Qualcuno su Tripadvisor, ha lasciato una recensione nostalgica intitolata “ultima cena”, in cui scrive delle prelibatezze che ha provato, tra carrè di agnello e manzetta prussiana, e poi racconta con un pizzico di malinconia “purtroppo era l’ultima occasione, perché da domani il locale chiude”. Detto fatto. In questo momento la Pergola è chiusa e chi ci passa davanti rimane male, ma il locale è stato venduto. Ad acquistarlo la cooperativa Controvento di Forte Marghera, che ha già le chiavi in mano e che, per ora, vuole mantenere il riserbo su cosa ci farà all’interno. Work in progress, fanno sapere dalla cooperativa.

Spostandosi più in centro, ha chiuso da poco anche il Celtic pub di via Giordano Bruno, luogo di ritrovo di giovani e meno (e anche di chi finisce tardi di lavorare e vuole mangiarsi un club come si deve). Il locale, è noto anche per le tifoserie che lo frequentano, nonché per chi ama lo sport e vuole andarsi a vedere una partita di calcio accompagnata da una birra artigianale. Il titolare, in ogni caso, annuncia che presto dovrebbe riaprire con la stessa formula. Un po’ di pazienza, dunque. In centro di pub non ce ne sono molti, dopo la chiusura di alcuni dei più noti, qualche anno fa.
New entry. Ad aprire, venerdì scorso, l’atteso I-Sushi, una delle più famose catene di ristoranti giapponesi che cura design e immagine. L’I-Sushi ha preso casa in piazzale Donatori di Sangue, dopo i lavori durati qualche mese, al posto del grande istituto di credito rimasto a lungo vuoto. Un competitor temuto dagli altri ristoranti giapponesi in città, specialmente gli ultimi arrivati, in piazzale Candiani e via Forte Marghera. Per ora è aperto il primo piano, a brevissimo anche la sala superiore. Si può pranzare, cenare e anche optare per il take-away e l’asporto.

Le bolle di Taiwan. In Calle del Sale, invece, è sbarcato Taiwan Bubble Tea by Elix, che forse non a tutti dice qualche cosa, ma che spopola già tra i giovani che conoscono il nuovo foodtrend che arriva niente meno che da Taiwan e ha oramai molti emulatori della bibita milionaria. In Asia e nelle grandi metropoli, infatti, c’è quasi dappertutto. Bubble Bar, Bubble Tea, sono una delle mode del momento specialmente negli States. Ecco spiegati i ragazzi che se vanno in giro con dei bicchieroni pieni fino all’orlo di bibite sconosciute ma tutte da provare, che aspirano da una grande cannuccia delle palline colorate e gommose. Svariata la scelta: la base è thè verde o nero, caldo o freddo, che viene miscelato con decine di gusti shakerati. Trai i must il milk-tea, anche questo molto famoso in Asia, che si può provare al “matcha”, tipico giapponese, oppure ai fagioli rossi, anche quest’ultima una prelibatezza che ricorda il Sol Levante in versione fusion.
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