Centro espulsione a Campalto. Il governo ci riprova

VENEZIA. Si ritorna a parlare del Cie veneto a Campalto. Il Centro di identificazione ed espulsione che già alla fine del 2010 l’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni, voleva realizzare accanto al carcere previsto nella stessa area.
La notizia esce da ambienti vicini al Ministro dell’Interno Marco Minniti che ieri ha presentato il nuovo piano del Governo per la gestione della questione migranti. Non è ancora chiaro se il Cie sarà realizzato ex novo o se si sfrutterà una struttura esistente in zona. Esistono infatti strutture di proprietà del Ministero della Difesa.
Campalto, quindi, torna ad essere considerato idoneo a questo tipo di struttura, in quanto vicino all’aeroporto Marco Polo e per questo comodo quando si tratta di organizzare i voli per l’espulsione degli stranieri. In questo momento in Italia esistono quattro Cie funzionanti che ospitano 300 stranieri in attesa di identificazione certa per il successivo accompagnamento coatto nei paesi di origine.
Il Cie di Campalto dovrà essere il punto di riferimento per le Questure e le Prefetture del Veneto quando dovranno eseguire decreti di espulsione. Ora gli stranieri da identificare con certezza vengono portati dal Veneto in mezza Italia. Fino allo scorso anno la gran parte finiva nel centro di Gradisca d’Isonzo, ora chiuso perché in fase di restauro.
Il Cie che dovrebbe sorgere a Campalto è uno dei venti previsti, in tutto il Paese, dal ministero dell’Interno. Sono strutture diverse da quelle fin qui viste e a Campalto al massimo potranno essere ospitate cento persone. Le strutture ideate dal ministro Maroni invece avevano la capacità di trecento posti. Quando il ministro del’Interno leghista annunciò questa struttura, ci fu una vera e propria sollevazione popolare in zona. Anche perché lo stesso ministro aveva deciso di costruire nella medesima area un nuovo carcere. Del resto l’allora piano carceri prevedeva che le nuove strutture detentive avessero collegato un Cie.
Nacquero diversi comitati spontanei di cittadini pronti a scendere in strada contro carcere e Cie. Ma non solo. Infatti la protesta montò anche tra i politici locali di ogni schieramento. Significativa fu la presa di posizione della Lega con in testa la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, politico molto vicino proprio a Maroni. Ora Zaccariotto è assessore della giunta di Luigi Brugnaro. Di carcere e Cie non si fece nulla. Ci riuscirà il governo di centrosinistra a costruire il Cie?
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