Cene nei campi, i veneziani si "riprendono" la città in nome della voga e delle tradizioni

VENEZIA.Un “Disnar” così non se lo immaginavano nemmeno gli organizzatori: oltre duemila veneziani - tra loro anche molti stranieri che hanno scelto di vivere in città - si sono ritrovati venerdì sera a mangiare tutti insieme all’aperto, nei luoghi cuore della città, dal Mercato di Rialto a San Francesco della Vigna (dov’erano in 400), dalle “frasche” di Cannaregio alle isole, in onore della voga.
Quattordici campi, rive, campielli si sono animati per una cena collettiva all’aperto, dove tutti hanno portato qualcosa da mangiare e da bere, per ritrovarsi, conoscersi, “ riappropriarsi” di una città che sempre più spesso - almeno durante il giorno - i veneziani si sentono sfuggire di mano, rapita com’è dal turismo imperante. E per lanciare un messaggio: ritrovarsi tutti a seguire la Regata Storica, in barca o lungo le rive. E, infatti, ad illuminare le tavolate imbandite sono stati grandi schermi che hanno rimandato le immagini della Storica, di ieri e di oggi.
Un “Disnar” nato da un’idea di Saverio Pastor, gran maestro di forcole e remi.
«Grazie a tutte le remiere e le associazioni, un centinaio di realtà, che hanno aderito al progetto e lavorato con entusiasmo per sostenerlo», ringrazia Pastor in una nota, «grazie all’associazione dei regatanti, al Comune che ha sostenuto il progetto, a Venezia È Unica, grazie a Veritas. La ricetta è semplice: solleticare il desiderio di socializzazione forte nei veneziani, coinvolgendo le realtà che presidiano la laguna. Cibo e filmati sulla voga per risvegliare l’attenzione verso le tradizioni veneziane, le barche, la voga alla veneta, che trovano nella Storica la massima espressione». «È stata un’esperienza fantastica, la città ha risposto magnificamente, in una serata baciata anche da un clima perfetto», racconta Michela Scibilia, tra le animatrici dell’organizzazione, «Saverio ci pensava da anni e, un anno fa, siamo partiti, con le remiere, le associazioni, dal Cavallino a Mestre: abbiamo trovato che c'è gente vera, generosa, che ha voglia di stare insieme, che non viene fuori, ma esiste, è positiva».
Un pensiero, naturalmente, all’immane tragedia delle genti la cui vita è stata travolta dal terremoto del 24 luglio: su tutti i tavoli un cartoncino con i riferimenti per le donazioni e, al Mercato di Rialto, un minuto di silenzio in memoria delle vittime. (r.d.r.-v.m.)
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