Calatrava, l’ovovia tappezzata di adesivi

Costata 1,8 milioni di euro e mai entrata in funzione, adesso è stata vandalizzata dai turisti di tutto il mondo
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.10.2018.- Ovovia ponte di Calatrava coperta di adesivi.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 20.10.2018.- Ovovia ponte di Calatrava coperta di adesivi.

VENEZIA. La «amano» soprattutto gli ultras calcistici internazionali in visita a Venezia. Dai russi del Rotor di Volgograd, ai giapponesi dell’Urawa, passando per gli irlandesi del Coleraine. Perché l’ovovia per il passaggio dei disabili agganciata al ponte di Calatrava da anni e rimasta lì - dopo un collaudo di qualche mese non andato a buon fine - a questo ormai serve. È diventata infatti una sorta di “bacheca” sferica dove i turisti di passaggio- soprattutto giovani - appendono i loro adesivi.

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Ma «funziona» anche per fare un po’ di pubblicità gratuita - via adesivo - anche per gruppi musicali alternativi o centri sociali. Un po’ il simbolo del degrado di questo dispositivo che doveva consentire il passaggio del ponte ai disabili motori, ma che sin dall’inizio, per il poco che ha funzionato, è stato usato soprattutto dalle mamme con carrozzina.

"Ovovia dai costi spaziali"


Costata la cifra esorbitante di 1,8 milioni di euro, senza considerare la spesa di manutenzione, l’ovovia è ancora lì, ferma e agganciata al ponte, un monumento vivente allo spreco di risorse pubbliche, perché il Comune, che pure a questo punto vorrebbe smantellarla, non ha ancora il coraggio di farlo. Teme di vedersi attribuire dalla Corte dei Conti, che ha già indagato a lungo sui costi di tutta l’operazione legata alla costruzione del ponte di Calatrava, il possibile danno erariale, in caso di rimozione. Bisognerebbe pertanto studiare una misura alternativa che favorisca in qualche modo il passaggio del ponte da parte di chi ha problemi di mobilità, ma non è stata ancora evidentemente portata a una fase operativa.

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Nel frattempo l’ovovia “festeggia” di fatto i cinque anni della sua inattività. Perché i suoi problemi sono di fatto strutturali. Un meccanismo delicato, in un ambiente inadatto per umidità e condizioni ambientali come quello del Canal Grande vicino a piazzale Roma e con problemi enormi per la manutenzione. Perché l’ovovia è stata anche costruita come un blocco unico, non ha pezzi di ricambio e se si guasta una componente, bisogna tornare in fabbrica e farla realizzare appositamente. Con un’ulteriore lievitazione dei costi. Proprio come avviene per i gradini in vetro del ponte di Calatrava, uno diverso dall’altro, realizzati artigianalmente e che ogni volta che si crepano, come accade spesso, debbono essere rifatti in fabbrica. Tanto che il Comune ora pensa di sostituirli con quelli in pietra.

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L’ovovia, che può portare al massimo due passeggeri per viaggio, è dotata di una scocca su cui prendono posto i passeggeri, di una parte trasparente per la visione esterna e di una cupola resistente in fibra di carbonio. Il tempo di passaggio da una parte all’altra del ponte era stimato in sette minuti. Ma non partirà probabilmente più. E in attesa di una decisione, resta buona per gli adesivi. —

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