Cadono sei lastre di marmo nell’area museale di Concordia

Tragedia sfiorata per alcuni turisti e studiosi ieri durante la visita della zona archeologica
Una delle lastre cadute a pochi centimetri dai turisti
Una delle lastre cadute a pochi centimetri dai turisti

CONCORDIA. Tragedia sfiorata ieri mattina nell’area archeologica di Concordia Sagittaria. Sei lastre di marmo si sono staccate da un piccolo ballatoio che divide la passeggiata sovrastante agli scavi e hanno sfiorato turisti e studiosi che stavano osservando da vicino i reperti della “Via Romana”, proprio sotto la piazza dedicata a Celso Costantini. A denunciare l’episodio è stata la delegazione metropolitana di Cisl Funzione Pubblica.

In quel momento, fortunatamente, nessuno stava percorrendo le scale per accedere alla Via Romana. All’interno di quel grandioso monumento che testimonia la grande storia di Iulia Concordia, si trovavano delle guide; alcuni turisti provenienti dalle spiagge, e due studiosi di archeologia provenienti da Padova. Mentre si stavano spiegando le caratteristiche di quell’antica strada romana, l’attenzione di tutti i presenti è stata calamitata dal rumore sordo che hanno percepito. Era quello provocato dalla caduta delle 6 lastre sulla scalinata in ferro. Dopo lo spavento iniziale la visita agli scavi è proseguita, tra lo sconcerto e l’imbarazzo delle guide presenti.

Difficile stabilire quali sarebbero state le conseguenze se una di quelle lastre avesse colpito uno o più visitatori. Considerando l’altezza da cui sono cadute si può dire che avrebbero potute essere drammatiche.

La Fp Cisl punta il dito sulla manutenzione. Fino a un paio di anni fa quella parte della zona archeologica era gestita dal Comune di Concordia. Oggi invece la sovrintendenza spetta al Mibact, il ministero dei Beni culturali. Il delegato Cisl per la Funzione Pubblica Giuseppe Nolè, ha denunciato la mancanza di sicurezza nelle sedi storiche aperte al pubblico. «Quanto accaduto a Concordia è molto grave», ha spiegato, «l’episodio pone al centro del problema la sicurezza delle sedi museali del Veneto. Ricordiamo che beni culturali non vuol dire soltanto aprire musei; significa avere a cuore gli stessi e gestirli con grande e fondamentale attenzione alla prevenzione e alla manutenzione di opere e strutture».

Per il momento non sembra ancora essere stata avviata alcuna inchiesta sul mancato incidente. «Auspichiamo», conclude, «si facciano le opportune verifiche per individuare le responsabilità ed evitare altri episodi così gravi. Poteva scapparci una tragedia. Soltanto il caso lo ha evitato».

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