Bus Actv troppo vecchi: il 60% ha un milione di chilometri
Denuncia della Cisl: "Mezzi al di là del limite". Sostituirne 556 costerebbe 140 milioni di euro. Intanto ne arrivano 90 nuovi
Autobus Actv in fiamme, la fuga dei passeggeri
MESTRE. Le foto del bus a fuoco all’imbocco dell’aeroporto Marco Polo riportano sotto i riflettori un tema noto e irrisolto: la vecchiaia della flotta di autobus di Actv. Mezzi spesso “vittime” di guasti temporanei o fermi. Protestano i sindacati che chiedono investimenti in nuovi mezzi, pezzi di ricambio e officine. «Il 60 per cento del parco mezzi urbano supera il milione di chilometri percorsi. Lo stesso vale per l’extraurbano e tra Dolo e Padova sono in servizio vecchi Breda Menarini da 18 metri che viaggiano verso il milione e mezzo di chilometri. Roba da rivoluzione industriale», protesta Andrea Dalla Costa, coordinatore della Rsu per la Fit Cisl.
Tagli al Tpl. La vicenda è complessa. E ha a che fare con i tagli al settore per i sempre minori trasferimenti da Stato a Regioni ed enti locali. Pesano sulle aziende si devono preparare alle future gare europee. Pochi giorni fa in Regione, Pd e Movimento 5 Stelle hanno lanciato l’allarme per una nuova sforbiciata da 12 milioni dal governo.
Autobus vecchi, i dati. Avm, la holding della mobilità a cui fa capo Actv ci ha fornito dati che confermano l’allarme vecchiaia dei bus dell’azienda di trasporto. Sono 556 i bus in circolazione tra servizi urbano, extraurbano e Lido. Mezzi che percorrono a Mestre 63 chilometri per abitante l’anno. Se si aggiunge il ponte della Libertà per raggiungere Venezia si arriva 73 chilometri per abitante/anno. La media nazionale si ferma a 43. In Italia, l’età media dei bus delle aziende di trasporto circolanti è di 12,9 anni contro gli 8,9 anni della Germania e i 7,9 anni della Francia. A Venezia i bus Actv arrivano a 13,5 anni con milioni di chilometri percorsi. “Matusalemme” su ruote. Sostituire l’intero parco mezzi con veicoli nuovi e poco inquinanti è una operazione che vale 140 milioni di euro. Dieci anni di cantieri e l’infrastruttura del tram sono costati 210 milioni di euro, in gran parte finanziati dall’Ue.
Qualcosa si muove. Ma qualcosa si muove. A Venezia il Comune ha deciso con Avm di investire circa 15 milioni di euro per l’acquisto di 90 nuovi bus, attesi nei prossimi mesi: 30 elettrici destinati al Lido e altri 60 diesel di ultima generazione. In questo modo, dicono dall’azienda di trasporto, i mezzi Actv equipareranno per età la media nazionale di 12,9 anni. Ma non basta.
Trasporto da rivoluzionare. Ma c’è da ammodernare l’intera mobilità su bus in città. Actv trasporta sugli autobus ogni giorno 180 mila passeggeri. Di questi, 44 mila ogni giorno scelgono il tram moderno, ecologico ma costoso. Se il bus costa 3,5 euro a chilometro, il tram costa 10,5 euro. E i contributi sono più alti ma sono di meno: per un chilometro in bus Actv riceve 1,94 euro che salgono a 4,17 euro per il tram.
Tante linee, poco usate. Le 42 linee non sono utilizzate al meglio se è vero il dato Actv secondo cui solo 8 linee trasportano il 90 per cento di passeggeri e le altre portano il 10 per cento. Se aggiungi che i bus arrancano nel traffico, con tantissime fermate e nessuna corsia preferenziale che velocizza le percorrenze, ecco che tantissimi bus servono per garantire un servizio che potrebbe, se rivisto con intelligenza, essere efficace, moderno e meno costoso. Servono tutti i bus che percorrono oggi il ponte della Libertà se c’è il tram? La riduzione di bus verso Venezia non si è avverata e Actv deve fare i conti anche col costo del personale e delle manutenzioni. L’azienda studia per giugno correttivi alle modifiche al servizio urbano scattate lo scorso gennaio mentre l’utenza continua a lamentarsi di bus pieni, i guasti e i ritardi.
Tagli vecchi e nuovi. Ma i tagli al settore pesano. Nel 2010 il servizio urbano di Mestre percepiva 30,6 milioni di euro di contributi pubblici per 15,8 milioni di chilometri percorsi. Nel 2016, con il tram in esercizio, i chilometri riconosciuti dalla Regione sono diventati 11,5 milioni con un taglio di 4,3 milioni e i contributi sono scesi a 22,3 milioni. La coperta dei finanziamenti è, insomma, un fazzoletto.
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