«Bullismo, nuova etica nell’ambito digitale»

L’assenza di limiti, di confini. Perché in fondo l’infosfera ci ha regalato la possibilità di espanderci a piacimento in varie modalità di presenza e, dietro l’illusorio scudo dell’anonimato, ci ha spinto a osare impunemente. Dagli atti di sopruso – mi spiegava un ispettore scolastico – emerge un fenomeno molto curioso. Quando una prevaricazione viene videoripresa e consegnata ad un dispositivo e, successivamente diffusa, immediatamente scatta un meccanismo di deresponsabilizzazione. È come se, consegnandolo alla tecnologia, quel giovane dicesse: “Non è più affar mio, ora è patrimonio comune” e da questo tunnel non se ne esce se non con la formazione.
Concordo, è prioritario educare le coscienze sull’intervenire a monte piuttosto che posteriori. In dieci anni di esperienza nella formazione agli schermi digitali, di cui cinque spesi all’interno dell’Osservatorio regionale sul fenomeno del bullismo promosso dall’Ufficio scolastico regionale veneto, ho compreso che l’unica via veramente efficace è intervenire nella formazione di una coscienza che rifiuti la violenza, il sopruso, che alimenti la responsabilità, che sappia sgonfiare l’aggressività con l’accoglienza, che ripudi il razzismo e protegga i più fragili. L’indicazione di confini, paletti, sani e decisi “no” aiuta nel percorso di consapevolezza e nel realizzare il rispetto del limite, indebolito dalla distribuzione dell’“io” che ti consente la Rete. Non è certo colpa del continente digitale se i più giovani commettono soprusi ma va tenuto presente che il bullo senza platea non si diverte e non trova scopo, e l’amplificazione rapida e gratuita che la Rete regala al suo gesto non ha pari. Analogamente alla dieta alimentare andrebbe suggerita, giorno dopo giorno, e non solo nei casi acuti che hanno animato la cronaca di questi giorni tra San Donà, Portogruaro, Lucca e Chieti, una dieta mediatica, un percorso che nutra il nucleo buono e profondo dei giovani d’oggi di una nuova etica che si estende anche nell’ambiente digitale.
*Formatore, autore di “Generazioni digitali”.
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